Travaglio furioso coi 5S e Tridico: «Uno spettacolo pornografico da vietare ai minori di 18 anni»

sabato 15 agosto 12:10 - di Sara Gentile
Travaglio

L’ira di Marco Travaglio contro chi non ha risposto al suo appello di rendere pubblici i nomi dei parlamentari. Quelli che hanno incassato il bonus di 600 euro. Feroce il fondo sul Fatto dal titolo”Vietato ai maggiori”. «Si spera che ieri, vigilia di Ferragosto, il minor numero possibile di italiani abbia seguito l’audizione del presidente Inps Pasquale Tridico in commissione Lavoro della Camera. Uno spettacolo pornografico che in un paese civile andrebbe vietato non tanto ai minori di 18 anni, che non votano, quanto ai maggiori, che votano. Ma dopo certe scene lo faranno sempre meno E avranno mille giustificazioni che nessuno dovrà permettersi di definire “antipolitica”. Perché l’antipolitica è esattamente quella a cui abbiamo appena assistito».

Travaglio: «Uno spottone all’antipolitica»

E ancora: «La scena dei deputati che chiedono le dimissioni del presidente Inps perché difende i pensionati onesti dai ladri che minacciano le loro pensioni resterà, a imperitura memoria, nel museo degli orrori della politica, anzi dell’antipolitica», sottolinea Travaglio. Poi la sfuriata contro Tridico, che «intimidito dai disonorevoli e dal doppio gioco del Garante, non fa i nomi neppure dopo sette giorni perché – testuale – “abbiamo investito il garante, che ha scritto una nota, che ha bisogno di un approfondimento, che è in corso. Se la Presidenza ci fa pervenire richiesta formale valuteremo col Garante. Se fornire i nomi”». Ovvero osserva Travaglio «dei cinque deputati, di cui nel frattempo tre si sono autodenunciati. Nessuna notizia dei 2mila politici locali. Anch’essi tenuti a “disciplina e onore” e sprovvisti di diritto alla privacy. Uno spottone all’antipolitica che, insieme alle scuse pietose dei furbastri, porta altra acqua al mulino dell’astensionismo e del qualunquismo».

L’appello al presidente dell’Inps

Nei giorni scorsi il Fatto Quotidiano aveva inviato una lettera al presidente dell’Inps, Pasquale Tridico: «È diritto di chi scrive – scriveva Marco Travaglio – divulgare le generalità di politici che hanno ritenuto di formulare la richiesta ed è diritto di ogni cittadino conoscerle, al fine di potersi meglio determinare quando esprimerà il proprio voto». E poi continuava l’articolo sul Fatto: «Già in passato l’Autorità garante per la protezione dei dati personali aveva stabilito che i dati anagrafici dei soggetti beneficiari del bonus “possono essere chiesti e ottenuti da chi abbia un interesse legittimo ad accedere ad essi”. Interesse che nel caso dei 5 deputati – e di oltre 2mila tra politici regionali e locali – si manifesta “nell’esercizio del diritto di cronaca”. Per poter “informare compiutamente i lettori”».Ma Tridico alla Camera ha tradito tutte le aspettative e non ha svelato un bel niente.

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