Tarro non demorde: «L’età media dei contagiati si è abbassata? Meglio». E distrugge i tecnici di Conte

lunedì 24 agosto 11:02 - di Liliana Giobbi
Tarro

«La contestazione che l’età media dei contagiati si sia abbassata rappresenta un fatto positivo». Giulio Tarro non demorde e continua la sua battaglia per la verità sul Covid. E spiega: «Il virus, infatti, ha una prognosi migliore rispetto agli anziani che sono spesso affetti da altre patologie cardiovascolari, metaboliche». E il suo tweet schizza.

Tarro: «L’Italia ha agito in ritardo»

«Il ministro della salute ha costituito gruppi di esperti trascurando i veri esperti. Perché in fin dei conti i fatti hanno dimostrato che non fossero tanto esperti». L’attacco di Tarro, stavolta, è in un’intervista al Mattino di Foggia. «L’Italia ha agito sempre in ritardo, trascurando già a novembre la gravità della situazione in Cina. Si è trascurata ad esempio l’affinità climatica ed ambientale tra la nota città di Whuan e la pianura padana. Molte decisioni, come ho detto, sono state prese sempre a valle e non a monte».

Gli esperti del ministro e le “rassicurazioni”

«Gli esperti scelti dal ministro avevano inizialmente rassicurato che in Italia non ci sarebbe stato alcun problema. Invece dalle iniziali zone rosse, le note 14 province chiuse, il lockdown è stato esteso, senza motivazioni, a tutto il Paese creando disagio e crisi economica. Dai documenti desecretati era emerso, però, che i competenti una cosa giusta l’avevano detta. In questo caso il loro parere non è stato preso in considerazione».

«Le mascherine all’aperto non servono a nulla»

«Sono stati commessi tanti errori. Ci terrorizzano senza alcuna tesi scientifica prendendo delle decisioni sulla base di focolai che sono normali manifestazioni al termine di un processo pandemico». Poi Tarro ribadisce: «Le mascherine all’aperto non servono a nulla. Le terapie intensive sono vuote e i decessi si contano sulle dita di una mano. In merito agli ultimi provvedimenti il governo impedisce la ripresa ad una vita normale».

Tarro: «È un coronavirus politico»

«Il coronavirus è diventato un virus politico e noi dobbiamo scientificamente opporci. Ad esempio la peste di Atene nel 430 a.C fu approcciata con l’isolamento del paziente e la quarantena. Ad oggi le cose non sono cambiate e fortunatamente nel nostro caso la quarantena idonea è di due settimane», incalza Tarro. «Rimanendo con l’esempio dell’antica Grecia, nel 370 a.C Platone parla di libertà e di pericolo di autoritarismo: La democrazia muore prima che nel sangue, nel ridicolo. E così ci rendiamo conto che attualmente c’è stato un attacco ai principi basilari della democrazia».

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