Sgarbi si scaglia contro la Lucarelli: «Becchina delusa. Lasciamola pregare in nome del male»

domenica 30 Agosto 10:16 - di Giulia Melodia
BeFunky-collage con foto Ansa di Sgarbi e della Lucarelli

Infaticabile Sgarbi: stavolta nel suo mirino finisce la Lucarelli. Già, perché se durante il lockdown il critico si è speso per acclarare un principio di anti-allarmismo – tuonando contro virologi e polemisti, santoni e catastrofisti – in questa fase di convivenza con il virus la sua guerra contro aedi della paura e di fake news sembra impegnarlo inesorabilmente. Barricato in prima linea contro i fautori della politica del terrore. Asserragliato su posizioni al limite del negazionismo, fino al punto di decidere, da sindaco di Sutri, di multare chi indossa la mascherina senza necessità, l’ultimo nemico da smentire finito nel suo mirino è la onnipresente Selvaggia Lucarelli. e lei l’oggetto dell’ultimo attacco che Sgarbi ha riservato agli indefessi commentatori del virus (e dintorni)…

Sgarbi contro la Lucarelli: una «becchina delusa»

Un attacco al vetriolo, quello che Sgarbi riserva alla Lucarelli, che arriva addirittura a definire “una becchina”. Prima di arrivare all’epiteto macabro, però, il critico d’arte si sofferma da par suo sulla sottile differenza tra il concetto di malattia e quello di contagio. Spende una parola in difesa di Briatore (contro cui, proprio poche ore fa, la Lucarelli è tornata a battibeccare). Si lascia andare a considerazioni su allarmismo e disinformazione. Un attacco senza esclusione di colpi, insomma, che già dall’incipit recita: “Non potendo accettare che dopo un controllo, come milioni di contagiati non malati, Flavio Briatore sia uscito in perfetta salute da non da una terapia ma da un ospedale, la triste Lucarelli gode della prudenziale quarantena e si augura che da positivo (che non vuol dire nulla) non si negativizzi».

Il critico in guerra contro esasperazione e allarmismo sul virus

Quindi, la sferzata finale (in attesa della replica che la Lucarelli non mancherà certo di far arrivare). E «conclude iettatoria: “non è detto che accada in quattordici giorni”. È quello che lei vorrebbe per confermarsi becchina. Poverina: ha una certa età. Lasciamola pregare in nome del male”». Poi, non pago, in una sorta di delirio mistico contro il male in tutte le sue forme e sfaccettature, Sgarbi se la prende anche con il Corriere della sera, accusato di dispensare disinformazione e seminare panico: «Continua a diffondere notizie false confondendo contagiati con malati per creare terrore, e indicando 1576 nuovi casi in Germania da cui non derivano né ricoveri né terapie intensive. Questo atteggiamento enfatizza la drammaticità di un contagio non letale rispetto al contagio dell’epatite C». Tutto contro il complottismo da Covid e i complottisti da tastiera.

Sgarbi vs Lucarelli e viceversa: botta e risposta al vetriolo

Il botta e risposta prosegue, insomma. E la replica alla replica non tarderà ad arrivare neanche questa volta. Solo ieri, infatti, “la partita” si era chiusa con ilcommento al vetriolo della giornalista contro il provvedimento anti-mascherina di Sgarbi. «Solo un idiota può vietare le mascherine», ha tuonato online la Lucarelli. Che poi ha concluso: «Voglio vederlo dare multe agli anziani e agli immunodepressi o a gente che poi magari si ammala di Covid e poi essere portato via da Sutri con la scorta, perché altrimenti lo infilzano come un kebab»...

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