Rientro a scuola, è caos. I presidi del Lazio: «Ci hanno dato il colpo di grazia, ripartire è difficile»

venerdì 14 agosto 10:01 - di Giorgio Sigona
rientro a scuola

Il rientro a scuola è un’incognita. È caos. Il colpo di grazia è l’annuncio dell’arrivo scaglionato dei banchi tra settembre ed ottobre. Nel Lazio si naviga a vista. «Senza i monoposto certamente la situazione già drammatica nella Regione si aggrava ulteriormente. Ma va precisato che noi non sappiamo come distribuire gli alunni perché non siamo sostenuti adeguatamente dagli enti locali, i primi attori a dover intervenire». A denunciarlo all’Adnkronos è Mario Rusconi.

Rientro a scuola, l’appello dei presidi

«Noi chiediamo ad Anci ed Upi di sollecitare i loro iscritti. L’Upi intervenga affinché i suoi associati siano più attivi e non si nascondano dietro cavilli e sotterfugi. Il problema più grave che le scuole laziali devono gestire sono le aule, gli spazi interni ed esterni. E questo è responsabilità dell’ente locale. Non di Arcuri, Azzolina o Ministero».

Lo slittamento dei monoposto peggiora tutto

Per il rientro a scuola tutto si complica. «La situazione delle scuole nel centro sud è grave e si aggrava», riferisce Rusconi. «Nel Lazio già prima della infelice notizia sullo slittamento della consegna dei monoposto, almeno il 30 per cento delle scuole della Regione ci aveva riferito di non sapere come fare a distanziare gli alunni. Con o senza banchi singoli. Nelle classi pollaio, i banchi infatti non sono la panacea. Adesso la mancata consegna aggrava il quadro generale. Un quadro  già di per sé drammatico per l’assenza degli enti locali che dovrebbero intervenire su spazi e patrimonio edilizio ».

Lo smaltimento dei banchi

Ciliegina sulla torta, per il rientro a scuola è la nota sulla questione smaltimento banchi vecchi dalla Città Metropolitana. Nota inviata ai presidi delle scuole medie superiori della provincia di Roma. «Un insulto vergognoso, che ci ha lasciati basiti. Come il fatto che il Comune, proprietario di elementari e medie, taccia completamente. Eppure Arcuri ha affermato che “lo smaltimento dei banchi sostituiti a scuola avverrà secondo le modalità ordinarie, in accordo con Anci e Upi”».

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