Orrore a Lignano, esce fuori la verità: la ragazzina è stata stuprata da due albanesi e un egiziano

lunedì 17 agosto 12:47 - di Gabriele Alberti
Lignano

Sono stati identificati i tre minorenni stranieri che a Lignano avrebbero stuprato una ragazzina di 15 anni in spiaggia.  I sospetti  sono  tre stranieri, due albanesi e un egiziano. La notte di Ferragosto in spiaggia a Lignano Sabbiadoro, in Friuli, hanno abusato della ragazzina. I tre  sospetti, tutti minorenni, e già fermati dalla Polizia, si trovavano tutti in una comunità per ragazzi difficili in vacanza in una casa-colonia.

Lignano, notte dell’orrore

La dinamica è ancora da chiarire  nei dettagli: la giovanissima era in vacanza con la mamma e provenivano da Milano. Si era appartata con un amico in spiaggia durante i festeggiamenti della notte di Ferragosto. Verso mezzanotte il ragazzo si è allontanato. Assieme alla ragazzina infatti c’erano anche tre amici. Che però a un certo punto sarebbero stati chiamati da altre due ragazze che avevano bisogno di aiuto. Per questo la giovane vittima – residente in provincia di Venezia e nata a Padova –  si è trovato sola in spiaggia per alcuni fatali minuti.

I tre stranieri erano in una casa colonia a spese nostre

Ha quindi raccontato in lacrime alla Polizia del commissariato di Lignano che tre ragazzi  l’hanno avvicinata con una scusa e poi violentata:  due dei 3 sospettati ha  partecipato attivamente allo stupro. Nel giro di poche ore gli inquirenti hanno individuato i 3 presunti responsabili: due di loro hanno ancora con i graffi lasciati dalla ragazzina nel tentativo di difendersi.  Gli agenti hanno setacciato la località turistica friulana con l’ausilio anche della Polizia locale e dei carabinieri.  Un lavoro certosino. Dopodiché gli agenti della Squadra mobile della Questura di Udine hanno chiuso il cerchio fermando l’egiziano e i due albanesi. Erano “a spese nostre”, commenta rabbiosamente Matteo Salvini dai social. Ospiti di una struttura di accoglienza di Milano venuti a Lignano per il Ferragosto. Ora si trovano  in Questura a Udine per accertare e definire le responsabilità individuali. Al vaglio ci sono ora i filmati di videosorveglianza e i racconti di diversi testimoni. La giovane è stata poi soccorsa dal personale sanitario della Sogit.

 

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