Migranti a Lampedusa, i residenti furibondi: «Lasciano escrementi ovunque, è uno schifo»

venerdì 7 agosto 15:29 - di Redazione
Lampedusa

Lampedusa è al collasso. I residenti dell’isola sono allo stremo per la raffica di sbarchi ormai incontrollati. Costretti a vivere in condizioni igienico-sanitarie vergognose. L’ideologia dell’accoglienza senza se e senza ma e la politica dei porti aperti del governo ha creato una vera e propria bomba sociale. E sanitaria.

Lampedusa, fughe continue dall’hotspot stracolmo

L’hotspot di Contrada Imbriacola è stracolmo. Inutile – dicono i lampedusani – trasferire i 350 clandestini a bordo della nave Azzurra. Se gli arrivi non si fermano. Intorno al centro di accoglienza il degrado è alle stelle. Con la continua minaccia di fughe degli immigrati per evitare la quarantena. Dei quattro lati della struttura,  circondata da mura di cemento ed inferriate, ce n’è uno poco controllato. Con buchi nelle rete di ferro. Ed è  preso letteralmente d’assalto dai clandestini per fuggire. Escono e passeggiano indisturbati.

Clandestini passeggiano indisturbati per le vie dell’isola

Non è difficile ritrovare immigrati camminare senza controlli per le strade e le viuzze di Lampedusa. C’è chi esce per espletare bisogni fisiologici, chi per comprare una birra o del cibo. Ma c’è anche chi scappa per rubare, sporcare, bivaccare. Ovunque ammassi di rifiuti e cumuli di materassi.  Si tratterebbe di un rischio calcolato, secondo le autorità. Ma la situazione igienico-sanitaria è completamente fuori controllo. “Se chiudono il buco, dentro l’hotspot succede il finimondo”. E’ il racconto preoccupato  il vicecoordinatore della Lega Attilio Lucia. Che ricorda così la tragedia del 2006. Quando i clandestini dettero fuoco a un efificio.

Ovunque escrementi e rifiuti abbandonati

Altri clandestini si dirigono verso le campagne interne dell’isola. E minacciano la sopravvivenza dei contadini lampedusani. Disperati. Una donna racconta a un cronista di Libero il suo calvario quotidiano. Che si ripete da anni. Senza che nessuno muova un dito. Abbandonata da sola cerca di salvare il salvabile. E’ costretta a liberare i suoi campi letteralmente invasi di cumuli di rifiuti. Ed escrementi lasciati dagli immigrati. Neanche gli animali vengono risparmiati. Dai recinti sono sparite anche delle galline, delle capre. E addirittura quattro cuccioli di cane. La contadina lampedusana non ha dubbi: se li sono mangiati.

Dal canto loro i clandestini si lamentano del cibo che scarseggia a mensa. Dei wc insufficienti. Delle docce che mancano. “Vado a comprare qualcosa da mangiare”, racconta un tunisino diretto in Francia dove lo aspetta la moglie. “Fare la cacca è un problema: devo uscire, portandomi dietro una bottiglia d’acqua, e farla sotto un albero”.

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