Maradona: “Ecco perché cammino così”. E mostra i falli killer subiti (video)

27 Ago 2020 15:36 - di Carlo Marini

«Ma perché Maradona cammina così? Grazie mille a tutti per i messaggi e l’amore che mi inviate. Mi danno molta forza. Alcuni si chiedono ma “perché Maradona cammina così?, oppure perché lo hanno operato?” Bene, questo video è per loro. Un grande abbraccio». Lo scrive su Twitter Diego Armando Maradona, postando un collage di video sui falli subiti in carriera.

Il peggior intervento fu sicuramente quello di Andoni Goikoetxea. Nel 1983, in Barcellona-Athletic Bilbao. Il giocatore basco, poi soprannominato “Il macellaio di Bilbao”, provocò a Diego la frattura della caviglia in sette punti. Non andarono tanto per il sottile neanche Mattheus e Buchwald. Ai Mondiali del ’90, finale all’Olimpico di Roma: i tedeschi vincono la Coppa del Mondo grazie al rigore di Andreas Brehme. Tuttavia il bersaglio dei tedeschi è proprio Maradona.

La marcatura di Gentile: dura, ma senza interventi killer

Claudio Gentile, invece, che il 29 giugno 1982 ai Mondiali di Spagna affrontò Diego in Italia-Argentina, fu insospettabilmente corretto. «Lo studiai per tre giorni con le videocassette: capii che Diego non doveva ricevere il pallone», così il terzino italiano ha raccontato la marcatura di Maradona. Non è però dello stesso avviso il numero 10 argentino, che ha sempre stigmatizzato la marcatura di Gentile.

Maradona su Instagram contro il coronavirus

Sui Social, Maradona è particolarmente attivo. Su Instagram sta portando avanti una campagna contro il Covid. Invita infatti all’uso della mascherina, con lo slogan, “Dopo il goal, l’abbraccio”. Ieri ha condiviso il post di Caniggia, suo compagno di nazionale. E con l’occasione ha condiviso la rete al Brasile della semifinale di Torino, del 1990. Maradaona aveva già recitato in un messaggio simile qualche settimana fa, ma con le immagini del suo iconico gol contro l’Inghilterra, ai Mondiali del 1986 in Messico, anche in quel caso con le parole del telecronista argentino Víctor Hugo Morales. 

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