Il virologo Lopalco si scusa su Fb: «Mi sono sbagliato sul numero dei contagi. Ecco la verità»

martedì 4 agosto 17:21 - di Augusta Cesari
Lopalco

Fino a poco tempo fa il virologo Lopalco era sulla linea della massima cautela riguardo alla diffusione del coronavirus. “Il virus non si è rabbonito”, diceva. Ora arriva un dietrofront significativo: ammette di essersi sbagliato sul trend infettivo.  Lo leggiamo sul suo profilo Fb “Mi ero sbagliato”, ammette. “La quota di suscettibili al Sud è superiore al 99% – afferma in un postin Puglia è il 99,1%. Al Nord solo la Lombardia si discosta sensibilmente dalla media nazionale ma sempre con un limitatissimo 7,5%. Il 97,5% degli italiani non ha mai incontrato il virus”.

Il post di Lopalco su Fb

Lopalco su Fb smentisce un suo post di qualche tempo prima. Sul cambio di rotta –scrive Lopalco – hanno influito i risultati preliminari dell’indagine svolta dal Ministero della Salute; in collaborazione con la Croce Rossa Italiana e l’Istat su un campione di 64.660 persone. Secondo la ricerca, leggiamo sul Giornale, che rilancia il post dell’infettivologo, il 2,5% degli italiani è entrato in contatto con il virus. Un numero pari ad un milione e 482 mila persone. “Dai dati, infatti, emerge che è forte la differenza territoriale che conferma la Lombardia al primo posto per numero di persone positive al virus (7,5 %), mentre tutte le altre Regioni del Sud sono al di sotto dell’1%”.

“Va rivisto lo spauracchio degli asintomatici”

“Difficile crederlo”,  scrive ancora il virologo che aveva avanzato la sua candidatura in Puglia alla corte di Michele Emiliano. “Ma la prima ondata di Covid-19 in Italia altro non è stata che una breve passeggiata del virus in una porzione limitatissima di popolazione“. L’epidemiologo poi aggiunge: “In Italia i casi di infezione sono stati in tutto 1,5 milioni. Questo vuol dire che il sistema di sorveglianza (i famigerati tamponi) hanno individuato un caso su 6. Per un sistema di sorveglianza del genere, cioè basato su conferma di laboratorio, è un’ottima performance. La letalità stimata sul totale delle infezioni è del 2,3% e lo spauracchio degli asintomatici che appestano il mondo deve essere un po’ rivisto”.

“Si mette la parola fine su un’altra querelle”, specifica Lopalco: “il coronavirus non si trasmette per aerosol, altrimenti avremmo avuto dati di prevalenza a due cifre“. Conclude poi con una ulteriore precisazione: “Il Covid-19 non ha niente a che vedere con l’influenza, che è molto più contagiosa e molto meno letale. Si può mantenere sotto controllo con un attento controllo dei focolai e l’individuazione precoce dei super-diffusori. E con un briciolo di buonsenso da parte dei cittadini. Che, a fronte della protezione della salute propria e dei propri cari, devono fare dei minimi sforzi: evitare luoghi affollati, lavarsi le mani e mettere la mascherina quando serve.

 

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