C’è un sindaco che passa ai fatti: «Basta migranti, pago di tasca mia un bus e li porto da Conte»

sabato 15 agosto 11:13 - di Giovanna Taormina
migranti

La protesta contro l’emergenza migranti si allarga e arriva anche in Friuli Venezia Giulia. Il sindaco di Gonars (Udine), Ivan Boemo è esasperato. «Pago di tasca mia il bus e li porto sotto i portoni di Palazzo Chigi, così al governo capiranno che l’emergenza migranti è una cosa seria». L’attacco di Boemo è arrivato al termine di una notte estenuante passata alla guida di un furgoncino per trasferire alcuni richiedenti asilo afghani alla sede della Croce Rossa.

Il sindaco di Gonars: «Non esiste un protocollo»

«Non esiste un protocollo, non sappiamo come muoverci e non ci sono indicazioni». Boemo che guida una giunta sostenuta da una civica di centrodestra ha poi spiegato: «Sono andato a prendere il mezzo nel deposito e ho portato i migranti. A mio rischio e pericolo, nel centro dove saranno sottoposti ai tamponi. Il costo per la gestione di questi ospiti che si sono tutti dichiarati minorenni. Anche se dall’aspetto non lo dimostravano, è di almeno 80 euro al giorno. Penso che vada cambiata la strategia complessiva. Altrimenti di qui a poco il Friuli Venezia Giulia sarà invaso da queste persone. visto che i rintracci sono pressoché quotidiani».

La rabbia del sindaco di Gonars e la risposta del ministero

Uno sfogo, si legge su Liberoquotidiano, che ha prodotto qualche risultato. Ieri, infatti,  Boemo è stato contattato direttamente dal Viminale. Del problema si farà carico lo Stato. Il capo di dipartimento Michele di Bari ha raggiunto telefonicamente Boemo – si leggeva sulla pagina web del Messaggero Veneto – per annunciargli che, su disposizione della Lamorgese, lo Stato si occuperà della vicenda e provvederà a trasferire altrove i migranti. «Ringrazio il ministero – ha detto Boemo – per essere venuto incontro alle necessità della mia comunità. Ma ringrazio anche l’assessore regionale Riccardo Riccardi e i tanti sindaci che mi hanno contattato per esprimere vicinanza. E i tantissimi cittadini che, anche mediaticamente, hanno sostenuto la richiesta, evidentemente condivisa, di un intervento dello Stato per trovare soluzioni a problemi che non possono essere affidati ad un primo cittadino».

 

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