Virus, cautela non significa suicidio sociale: vivere per ora è l’unico vaccino possibile

sabato 4 luglio 16:58 - di Antonio Saccà

Ricominciamo dalla scuola elementare. Il contagio, la positività non sono segni mortuari, la più gran parte delle persone contagiate, positive guariscono e questo in tutto il mondo, ripeto: in tutto il mondo. Quando si fa menzione di numeri strabilianti non significa alcunché.  E la frase di Anthony Stephen Fauci, uomo molto discusso del quale agli inizi di queste notazioni ho fatto cenno, che dichiara possibili contagi perfino di centomila al giorno, ciò non significa alcunché: bisogna verificare quante di queste persone sono propriamente malate, quante decedute.

Ora, negli Stati Uniti il tasso di mortalità è normale: contagi molti, ma non mortalmente, la mortalità è normale. Occorrerebbe anche aggiungere che in un mese sono stati riconquistati cinque milioni di posti di lavoro, e che la Borsa è ai massimi. Per verità di informazione, altrimenti sembra che gli Stati Uniti siano un cadaverificio contaminativo da mettere in quarantena; come l’Europa ha fatto, raggiungendo effetti suicidi. In Sardegna hanno respinto turisti americani, forse qualche controllo attento sarebbe stato sufficiente. E’, comunque, materia dolente, da trattare con scrupolo…non eccessivo. In altri paesi le morti sono dovute alle malattie invernali: gente che non ha riparo, vive nelle strade, indifesa. Improprio dare il numero dei morti se non si specifica la situazione in cui vivono le persone e le altre circostanze determinanti. Ma non c’è da prendere la situazione sbadatamente e con sicumera.

Catastrofe sociale?

Piuttosto, ipotizziamo le concezioni dei sostenitori della presenza pericolosa del Virus. Che propongono? Non usciamo da casa? Non abbiamo più rapporti intimi con il prossimo? Non ci rechiamo al lavoro o lavoriamo soltanto a casa, da casa? Misuriamo il distanziamento sociale? Mai assembrarci? Assurdità! I sostenitori della presenza catastrofica del Virus propongono….la catastrofe sociale! È questo che li rende inaffidabili e ambigui, che se accettassimo le loro soluzioni la società perirebbe. Del resto, ne abbiamo la prova. La crisi economica è avvenuta proprio nella e dalla decisione di chiudere tutto! Ovviamente, si replica: non chiudere tutto ma essere cauti. Ma che significa essere cauti? Se la cautela comporta il suicidio sociale, che vale essere cauti? Gli amanti del Virus non sanno darci una soluzione, anzi: dovremmo talmente difenderci dal Virus da morire chiusi in casa, senza rapporti. Non lavorando ed aspettando il MESSIA VACCINO! Non ci sono altri farmaci? Per gli amanti del Virus, monogamici come i pinguini, esiste soltanto il Vaccino! Si è o no depotenziato il Virus? Per gli spasimanti del Virus il Virus è più virile che mai! Sta scomparendo il Virus? Per i devoti del Virus, il Virus tornerà con le gialle foglie autunnali. Come un innamorato nascosto, si farà vedere improvvisamente per abbracciare l’umanità e brindare con i medici e gli opinionisti a Lui fedeli.

Non intristiamo la società

Insomma, se Virus morirà, morirà in duello con Vaccino. Virus non intende combattere con plasma iperimmune, antinfiammatori, anticoagulanti, clorochinino. Allora, che facciamo? In attesa di Vaccino non lavoriamo, ci distanziamo, ci mascheriamo, roviniamo l’economia? Dichiarando contaminativi i luoghi di lavoro, lasciando chiusi i cantieri, limitando gli appalti? Dissolvendo il turismo, spezzando i ristoranti, frantumando gli alberghi? E siamo contenti perché ogni tanto arriva una elemosina di Stato. Ed invece di creare lavoro mantenere chi non lavora, indebitandoci. Che portento, che soluzione, fare debiti e nessuna occupazione! Amici del Virus non avete soluzione, voi suscitate paura e rovina. Ed inerzia. Non possiamo combattere il Virus distruggendo società ed economia. Abbiamo dei farmaci, i morti non muoiono di Virus, il contagio non è mortale, apriamo cantieri, dilaghiamo di appalti, sopravvvviviamo (con tante “v”).  Ossia: viviamo maggiormente, cambiamo mentalità, musei, concerti, teatri, fabbriche, il lavoro rende ottimisti, abbasso questi macabri piagnoni, non sanno che ripetere: state chiusi, non uscite, mascheratevi, distanziatevi! È così che si intristisce la società. Una bella giornata di sole, vento marino, smascherati, tutt’altro che distanziati dal prossimo, gioia di vivere, bandiere del piacere, e se giova qualche farmaco, sia: la gente vive con il cancro dentro l’anima e noi dovremmo monacarci per un Virus.

Ormai la lotta è tra i FiloVirus -tetri, mascherati, furtivi, misantropi, con le tasche colme di farmaci, con un medaglione e l’incisione: IL VACCINO È DIVINO –  ed Figli del Sole: senza maschera, spesso uniti (uomo/donna, per capire), grandi lavoratori, amanti, del fare, dei musei, dei teatri, del calcio, delle corse in bicicletta, delle corse automobilistiche, che si vaccinano con il solo potentissimo salutarissimo vaccino: l’amore per la vita. Sì, sì, responsabilmente. Ma …all’eccesso!

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