Sudafrica, cinque morti nell’attacco alla chiesa. Blitz della polizia per liberare gli ostaggi

sabato 11 luglio 17:53 - di Redazione
Chiesa

Sono cinque le persone morte in un attacco contro una chiesa pentecostale alla periferia di Johannesburg, in Sudafrica. La polizia è poi intervenuta liberando uomini, donne e bambini da quella che gli agenti hanno catalogato come «una situazione di ostaggio». Sarebbero invece almeno quaranta le persone tratte in arresto. Nel blitz la polizia ha anche proceduto al sequestro di decine di armi. Secondo quanto riferito dalla Bbc, al centro della vicenda vi sarebbe un’annosa controversia sul controllo della Santa chiesa internazionale pentecostale, un luogo di culto nella località di Zuurbekom.

La chiesa pentecostale era contesa da due gruppi religiosi

Il tutto è avvenuto poco dopo la mezzanotte. In quegli stessi istanti, almeno, qualcuno ha avvertito la polizia dell’assalto in corso. Secondo alcuni testimoni, gli assalitori facevano parte di un gruppo dissidente. Il portavoce della polizia Vish Naidoo ha riferito che gli aggressori hanno avvertito quanti erano riuniti nella chiesa «che stavano arrivando per prendere possesso dei luoghi». Una volta arrivati sul luogo dell’eccidio, gli agenti hanno trovato quattro corpi di persone uccise a colpi d’arma da fuoco. «Erano tutti carbonizzati all’interno di un’auto data alle fiamme», ha detto ancora il portavoce, aggiungendo che tra le persone uccise figurava «anche una guardia di sicurezza».

Oltre 40 le persone arrestate. Sequestrati fucili e pistole

Un altro dato sorprendente di questa incredibile vicenda a sfondo religioso, riguarda la qualità delle persone arrestate. Infatti, tra le persone bloccate dagli agenti, figurano diversi esponenti di forze dell’ordine, compresi poliziotti, militari e guardie carcerarie. All’interno della chiesa sono stati rinvenuti e sequestrati più di una trentina di armi fra fucili e pistole. Lo scontro sulla guida della chiesa è iniziato nel 2016, a seguito della morte dell’allora leader religioso. Già due anni fa, nel 2018, vi era stata una sparatoria fra i suoi membri.

 

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