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20080704 – ROMA – CLJ – TERRORISMO: BRAGAGLIA; EX NAR AMICO MAMBRO E FIORAVANTI. Giuseppe Valerio Fioravanti (D) e sua moglie Francesca Mambro in un’ immagine d’archivio. Comincia agli inizi degli anni ’70 il percorso eversivo dell’ex NAR Pier Luigi Bragaglia, arrestato ieri vicino a S.Paolo del Brasile dal Ros e dalla polizia brasiliana dopo 26 anni di latitanza. L’amicizia con esponenti di spicco della formazione terroristica, tra cui i fratelli Fioravanti e Francesca Mambro, ha determinato una svolta nella ‘carriera’ eversiva di Bragaglia e ne ha favorito lo stabile inserimento nei Nuclei Armati Rivoluzionari, ”in cui si evidenziera’ – sottolineano gli investigatori del Ros – per capacita’ militari e determinazione”. ANSA/ALESSANDRO BIANCHI/ARCHIVIO/i50

Strage di Bologna 40 anni dopo. Feltri, Minoli e Veronesi: Mambro e Fioravanti non c’entrano

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  1. Claudio Brandani ha detto:

    Perchè nei vari commenti di cui sopra non si menzionano le presenze a Bologna di vari esponenti della Rote Armee Fraction e di alcuni palestinesi che vennero in Italia per acquistare dei missili terra-aria? Non mi pare che siano esaustive le dichiarazioni dei giornalisti e scrittori qui esposte. Sarebbe meglio completare il servizio.

  2. federico ha detto:

    Pure Toscani una cosa giusta è riuscito a farla nella vita! Però forse lui sa qualcosa…

  3. Pietro ha detto:

    Con le tendenze politiche di questo giornale, ho ben poco a che fare.
    Ma la matrice fascista della strage mi ha sempre sollevato parecchi dubbi. Continuità con la strategia della tensione? La scena politica interna italiana rispetto ai fatti di Piazza Fontana e Piazza della Loggia era profondamente mutata. L’onda lunga lunga del 68 era finita nel 77. L’avanzata del PCI si era arrestata. Compromesso storico chiuso con il dramma di Aldo Moro. Che le sinistra parlamentare o non, potesse arrivare nella stanza dei bottoni era una possibilità decaduta. Inoltre il PCI, con l’elezione di Craxi a segretario del PSI, era completamento isolato in fatto di alleanze.
    Questo il contesto storico che di per sè non offre alcun movente per una strage nell’ambito della “strategia della tensione”.
    Poi vengono le indagini di Priore, l’ottantaseiesima vittima non identificata e non reclamata. Una donna che alloggia la sera precedente all’attentato con un falso passaporto cileno di solito usato dai terroristi palestinesi. Il lodo Moro.
    Ce ne è abbastanza per dubitare della “Verità” giudiziaria.
    Non è che Cossiga aveva ragione?

di Adele Sirocchi - 31 Luglio 2020