“Stai ferma o t’ammazzo”: spunta dal buio, le punta un coltello alla gola, poi la violenza. Un fermo

sabato 4 luglio 12:09 - di Greta Paolucci
violenza sessuale nell'Alessandrino foto Ansa

Orrore ad Alessandria: un uomo spunta dal buio, ferma con uno stratagemma una dona in auto. La immobilizza, la minaccia, le punta un coltello alla gola, poi la violenza. E tra un momento e l’altro dell’inferno vissuto da una giovane al rientro a casa, minacce di morte. Insulti. Percosse. Una brutalità inaudita, una violenza cieca. Una malvagità sorda a qualunque richiamo umano. Uno sfregio di cui è sospettato un agricoltore della zona che, ipotizzano gli inquirenti, potrebbe essere uno stupratore seriale. La violenza sessuale avvenuto nell’Alessandrino denuncia una ferocia e un odio sfrenato contro la vittima che ha davvero dell’incredibile. Una vicenda che, a descriverla e raccontarla, supera i confini dell’orrore. Un accanimento, quello del carnefice contro la sua vittima, che per un soffio non è degenerato ulteriormente nell’epilogo tragico. Le indagini, scattate immediatamente dopo la denuncia del padre della vittima, hanno già portato a un fermo: quello di un agricoltore già noto alle forze dell’ordine.

Orrore ad Alessandria, la immobilizza e la minaccia: poi la violenza

Dunque, resta in carcere, anche in applicazione della misura cautelare disposta dal gip, l’agricoltore ritenuto l’autore della violenza sessuale ai danni di una ragazza in provincia di Alessandria. Il sospetto dei carabinieri è che si tratti di un violentatore seriale. È stato il padre della giovane, la notte tra il 21 e il 22 giugno scorsi, a chiamare il 112 perché la figlia, rientrata a casa, aveva raccontato di essere stata rapinata e violentata da uno sconosciuto. I carabinieri del Nucleo Radiomobile sono intervenuti sul posto e hanno raccolto il racconto della ragazza, poi trasportata con un’autoambulanza della Croce Rossa all’ospedale di Novi Ligure. La giovane ha raccontato che, verso le ore 23.40 di quella sera, mentre stava tornando a casa alla guida della sua auto, ha notato che sulla strada c’era un grosso ramo che le ostruiva il passaggio.

La strada bloccata con uno stratagemma

Si è fermata, è scesa dall’auto per spostarlo e a quel punto ha sentito qualcosa muoversi tra i cespugli a lato della strada. Pensando potesse trattarsi di un cinghiale, ha guardato il punto da cui provenivano i rumori. Ma all’improvviso ha visto sbucare dai cespugli un uomo: viso nascosto da un passamontagna scuro e roncola in mano, correva verso di lei. Terrorizzata e impietrita, ha gridato. Ma a quell’ora e in quel luogo nessuno l’ha sentita… Nonostante tutto, come ricostruito dai carabinieri, la ragazza è riuscita a trovare la forza per risalire in auto e chiudersi dentro. Ma l’uomo, che ormai l’aveva raggiunta, con il manico della roncola ha frantumato il vetro del finestrino e aperto la portiera. L’aggressore, estratto un taglierino e puntatoglielo alla gola, le ha intimato di spostarsi sul sedile del passeggero: «Spostati, altrimenti ti ammazzo…»…

Polsi e caviglie legati con delle fascette

Quindi, dapprima le ha legato i polsi con delle fascette da elettricista. Successivamente è partito, inoltrandosi con l’auto nella folta vegetazione. Arrestata la marcia, ha ordinato alla ragazza di scendere e di sedersi per terra. Dopodiché le ha legato con altre fascette i polsi alle caviglie. Ha poi preso la borsa della giovane e, estratto il portafogli, ha scoperto che non c’erano soldi. La cosa, come ricostruiscono i carabinieri in base al racconto della ragazza, lo ha fatto arrabbiare. Incurante delle suppliche della ragazza, l’uomo le ha messo la giacca di pelle attorno alla testa coprendole il viso. Quindi ha estratto di nuovo il taglierino, le ha messo una mano sul viso e la giovane ha avuto l’impressione di soffocare. Tanto che, dimenandosi, è riuscita a rompere le fascette.

Sequestrata e violentata brutalmente

Immobilizzata nuovamente, l’uomo l’ha quindi violentata sotto la continua minaccia di morte. Si è poi impossessato dei suoi indumenti intimi e dopo averle ordinato di sedersi in macchina, ha cominciato a farneticare dicendole, tra l’altro, che quella sera era uscito con l’intenzione di ammazzare una donna, la prima che avrebbe incontrato. In preda al panico, la giovane ha cercato di assecondarlo, nella speranza che non le facesse altro male. L’uomo ha continuato a parlare, ma improvvisamente è tornato a minacciarla di nuovo abusando ancora di lei. Dopo il racconto della vittima, i carabinieri di Serravalle Scrivia, coadiuvati nelle indagini da personale del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia carabinieri di Novi Ligure, hanno individuato il luogo dove la ragazza era stata fermata e ”sequestrata” dal malvivente e quello dove è avvenuta la violenza.

Indumenti di aggressore e vittima trovati nella casa di un agricoltore

Nella casa dell‘uomo fermato per la violenza sessuale avvenuta nell’Alessandrino, i carabinieri, nel corso di una perquisizione, hanno trovato il passamontagna indossato dall’uomo, le fascette dello stesso tipo di quelle utilizzate per legare la ragazza e la roncola impugnata per minacciarla, ma anche gli abiti indossati dall’aggressore e gli indumenti intimi portati via alla vittima. Nel corso delle indagini, poi, è emerso che lo scorso 12 ottobre 2019, un automobilista in transito sulla strada che da Stazzano conduce a Cassano Spinola si era visto la strada ostacolata da dei rami nello stesso punto dove poi è avvenuta la violenza.

Il cerchio si stringe introno al sospetto e…

Il cerchio si è stretto intorno all’uomo poi fermato, un 45enne, noto per i suoi precedenti giudiziari, residente non molto distante dal luogo dove si sono verificati i fatti. Grazie al racconto della vittima è stato tracciato un identikit psicofisico del suo carnefice corrispondente a quello del sospettato. Quest’ultimo, infatti, sia in passato che in tempi recenti, aveva avuto rapporti conflittuali con le donne, sfociati in alcuni episodi che avevano avuto anche rilevanza penale e che lo avevano esasperato al punto da odiare la donna, sposata e della quale si era in precedenza invaghito, e che lo aveva visto cercare vendetta contro lei e suo marito.

L’uomo è accusato di violenza sessuale aggravata e tentata rapina

L’uomo è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto. Accompagnato dapprima in caserma, l’uomo è stato poi portato nel Cantiello e Gaeta di Alessandria, a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa dell’udienza di convalida. Udienza che si è svolta ieri e al termine della quale il giudice non solo ha convalidato il fermo per i reati di violenza sessuale aggravata e tentata rapina, ma, ritenendo sussistenti a suo carico i gravi indizi di colpevolezza, ha contestualmente emesso nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per gli stessi reati e per quello di sequestro di persona e furto.

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