Sgarbi una furia: «Gli immigrati portano malattie, sono un pericolo. Dobbiamo rimandarli a casa loro»

martedì 28 luglio 14:55 - di Angelica Orlandi
Sgarbi

«I migranti rappresentano un pericolo». Vittorio Sgarbi al solito, usa parole forti e urticanti per chi non vuol sentire. Per i buonisti che si girano dall’altra parte di fronte allo stillicidio  che stanno subendo le coste siciliane e non solo in queste settimane.  Così a  Quarta Repubblica, il programma condotto da Nicola Porro su Rete 4, tira fuori tutta la sua preoccupazione. Il conduttore ha appena mandato il servizio sull’ennesimo sbarco notturno a Lampedusa. Il critico d’arte dice la sua sulla spirale perversa che si sta creando tra l’emergenza immigrazione e l’emergenza coronavirus. Non usa perifrasi per sostenere che la temutissima “seconda ondata” è dietro l’angolo non foss’altro  per un  accordo scellerato:

Sgarbi fuori di sé: «Ecco perché i migranti sono un pericolo»

“L’accordo di Malta – ricorda Sgarbi – precede il coronavirus.  Per cui il clandestino è il più pericoloso, perché non sappiamo che malattie possono portare. Quindi ora dobbiamo rimandarli a casa loro perché rappresentano un pericolo“, conclusione logica, se non si vogliono buttare al vento i sacrifici fatti in questi mesi di clausura forzata. Parole pesantissime se pensiamo che l’emergenza migranti  non è argomento principe delle invettive del critico contro il governo rossogiallo. Uno che sull’immigrazione non ha mai avuto posizioni particolarmente dure. Parole, insomma, che pesano il doppio proprio per questo.

Cambio di rotta

In passato Sgarbi si era, anzi, espresso in modo soft sull’accoglienza, parlando di doveri di civiltà da parte di un paese come l’Italia. In questo mai assecondando le prese di posizioni salviniane sul tema. Poi le cronache quotidiane, con i migranti in quarantena fuggiti dai centri di accoglienza, hanno reso urgente un cambio di rotta anche in lui. Soprattutto dopo le irricevibile parole di Bernard- Henri Lévy che, nel corso della trasmissione ha svilito l’emergenza italiana, prendendo a schiaffi il grido di dolore di sindaci e amministratori siciliani. Un intervento- in contraddittorio con Salvini- che certo ha gettato benzina sul fuoco sul caos immigrazione di cui solo ora pare che il ministro dell’interno Lamorgese ha preso contezza

Lévy in pratica ha fatto il “negazionista” dell’emergenza immigrazione, salendo in cattedra in preda a furori incomprensibili e preconcetti, visto che A Ventimiglia la sua Francia i migranti li respinge eccome. Ecco, dopo tutto questo ascoltare e blaterare, non stupiscono le parole dure di Sgarbi. Di fronte ai focolai “importati” c’è poco da scherzare, la minaccia è reale. C’è preoccupazione e si spera che il governo vigili sul rischio di una nuova ondata di coronavirus di importazione: che, inutile sottolinearlo, passa per gli immigrati che arrivano clandestinamente in Italia. Mai come oggi è necessario un controllo rigoroso delle frontiere.

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