Scintille tra Pd e renziani sulla legge elettorale, volano accuse: «L’avete firmata». «Bugiardi»

sabato 4 luglio 10:07 - di Giorgio Sigona
legge elettorale

Una partenza difficilissima quella del testo Brescia sulla legge elettorale. Dal Pd arriva un pressing fortissimo per l’approvazione entro agosto alla Camera del provvedimento, frutto dell’accordo di maggioranza a gennaio. Con la sponda dei 5 Stelle. Italia Viva invece frena. Frena sull’accordo di gennaio: il proporzionale con soglia al 5% non convince più i renziani che ora tornano sul maggioritario, sul modello del “sindaco d’Italia”.

Legge elettorale, i renziani: «Che regalo a Salvini e Meloni…»

Ma frenano anche sui tempi. «Ma vogliamo davvero passare luglio a litigare sulla legge elettorale? Che regalo a Salvini e Meloni…», si dice in ambienti parlamentari Iv. Quindi al di là di che tipo di riforma elettorale, Italia Viva è intanto per spostare la discussione. «Dobbiamo convertire i decreti, se forziamo la mano con l’opposizione non facciamo più nulla», è la riflessione tra i renziani.

Continui botta e risposta

Due posizioni opposte quelle tra Pd e Iv. E la tensione è stata pubblica con una serie di botta e risposta per tutta la giornata. I dem hanno ricordato sia l’ok dei renziani all’accordo, sia quanto quella intesa sia uno degli assi portanti della maggioranza giallorossa: «Il governo esiste anche perché c’è un accordo: taglio dei parlamentari e nuova legge elettorale a garanzia della dialettica democratica», ricorda Emanuele Fiano, relatore del testo Brescia.

Da Fiano a Marco Di Maio

«Il taglio dei parlamentari si è votato, la legge elettorale no», rimarca Fiano. «Ne abbiamo già discusso per cinque mesi e Italia Viva ha proposto e sottoscritto l’attuale testo. Ora votiamolo in fretta». A stretto gira arriva la replica di Iv con il capogruppo in commissione Affari costituzionali, Marco Di Maio. «L’attuale testo in discussione alla Camera», dice, «non è stato né proposto né sottoscritto da Italia Viva. Nessun deputato di IV ha firmato quel testo, che è una iniziativa del presidente della Commissione, Giuseppe Brescia, sul quale ci siamo detti disponibili a discutere».

La risposta dei dem

Controreplica del Pd che riporta il testo della nota congiunta Pd-Iv-M5S dell’8 gennaio firmata proprio da Di Maio. «Sulla legge elettorale è utile richiamare alla memoria di tutti noi la nota congiunta di agenzia con cui i rappresentanti della maggioranza lo scorso 8 gennaio annunciarono il raggiungimento dell’accordo su una legge proporzionale con soglia nazionale di sbarramento del 5%», ricorda il dem Michele Bordo. «Nota firmata, per il partito del senatore Renzi, dal deputato Di Maio».

Renzi sulla legge elettorale

Ma la posizione di Iv è cambiata e lo ha ricordato lo stesso Matteo Renzi nella enews: «La priorità della politica deve essere la crescita, non la legge elettorale. Se vogliono mettere mano alla legge elettorale, per noi di Italia Viva il messaggio è molto chiaro: si  faccia una legge maggioritaria, in modo che la sera delle elezioni si sappia chi ha vinto. Io non considero una priorità la legge elettorale. Ma se proprio deve essere discussa, noi continuiamo a essere per l’unica legge elettorale che funziona, quella dei sindaci. Preferirei, tuttavia, vedere il Parlamento discutere di cantieri e non di collegi».

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