Salvini, la festa a sorpresa per Francesca Verdini (prima di “fare la festa” alla Azzolina)

martedì 28 Luglio 9:25 - di Roberto Mariotti
Salvini Francesca Verdini

Ha organizzato la festa a sorpresa per il compleanno di Francesca Verdini nel cuore della Capitale. Matteo Salvini ha portato la sua fidanzata – che ha compiuto 28 anni – in un barcone galleggiante sul Tevere. Lì Francesca ha trovato i suoi amici (e il papà Denis) ad attenderla. La festeggiata e il leader della Lega sono arrivati passeggiando, mano nella mano. Lui in camicia bianca e jeans, lei con giacchetto jeans e pantaloni neri. Entrambi in tenuta casual.

Matteo Salvini e la festa a Francesca Verdini

Poteva sembrare una romantica passeggiata, al tramonto. Però, appena avvistati i due, dal barcone galleggiante, dove si sono riuniti una trentina di amici della giovane fiorentina, è scattato l’applauso e il coro «auguri-auguri». A fare festa quasi tutti ragazzi giovanissimi, con loro alcuni parlamentari, tra cui Claudio Durigon, dominus romano della Lega, tra i primi ad arrivare, e il presidente della Commissione Trasporti della Camera, Alessandro Morelli.

Musica fusion in sottofondo

Matteo Salvini e Francesca hanno messo piede nel ristorante-bar, ancorato sotto il ponte Cavour, con il primo abbraccio alla ragazza che l’ha dato il papà Verdini, in blazer blu. Poi saluti e baci con tutti, musica fusion in sottofondo, e gonfiabili argentati con i numeri “2” e “8” che sventolavano in alto. Salvini e Francesca hanno preso posto nel tavolo dei più giovani. Il leader della Lega ha chiacchierato, allegro, con gli amici di Francesca. Poi si è girato verso di lei per un tenero bacio.

Salvini contro la Azzolina

Una festa sorpresa prima di fare un’altra festa, quella alla Azzolina. Ma di tutt’altro tenore. Salvini, infatti, ha lanciato altre stoccate alla ministra. «Ho chiesto a un parlamentare di portarmi un banco con le rotelle. Andrò a fare una conferenza stampa con il banco di fronte al ministero. I bambini hanno bisogno del contatto fisico, di stare vicini. Io non voglio che i miei figli crescano in un Paese di assistiti, delatori e parassiti».

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