Rifiuti, Alemanno assolto con formula piena. I giudici: “L’accusa di danno erariale frutto di un errore”

lunedì 13 Luglio 18:52 - di Redazione
alemanno assolto

Assoluzione piena. La Corte dei Conti della Regione Lazio ha finalmente fatto giustizia nella vicenda che vedeva accusati l’ex sindaco Gianni Alemanno e l’ex assessore all’Ambiente Marco Visconti per il Piano rifiuti di Roma. Con la sentenza 255/2020 infatti i giudici contabili hanno chiarito che non solo non vi fu alcun danno erariale, ma anche che l’accusa non aveva motivo di esistere. Fu frutto di un equivoco nel computo della raccolta differenziata. Con Alemanno e Visconti la Corte dei Conti ha assolto anche i due dirigenti del settore Tommaso Profeta e Fabio Tancredi.

Alemanno assolto con formula piena

I due politici e i due dirigenti amministrativi erano finiti in giudizio per un presunto danno erariale di 1.351.713 euro. Secondo la procura di viale Mazzini, l’amministrazione Alemanno non aveva rispettato il Patto per Roma siglato con il ministero dell’Ambiente nel 2012. In realtà tutta l’accusa del Pm Rosa Francaviglia si era basata, come riconosciuto dai giudici dalla Corte dei Conti, su un equivoco nel computo della raccolta differenziata annuale negli anni dell’amministrazione Alemanno. E successivamente anche in quella delle amministrazioni Marino e Raggi.

L’ex sindaco: “Finalmente fatta giustizia”

“Sono particolarmente felice di questa sentenza. Non solo – ha dichiarato Alemanno – per le conseguenze di giustizia contabile, ma soprattutto perché ci rende giustizia dal punto di vista politico e amministrativo. Durante la nostra amministrazione – ha ricordato l’ex sindaco – la raccolta differenziata nella Capitale venne quasi raddoppiata, passando dal 19% al 30,2%. Un balzo in avanti mai registrato né prima né dopo i nostri anni”. Per Alemanno, “solo la faziosità di certa opposizione politica e sociale, amplificata acriticamente da alcuni settori della stampa, poteva negare questa evidenza, riportata in tutte le statistiche ufficiali del settore”. “Quello che colpisce è che la Procura contabile abbia preso per buone queste illazioni, aprendo un procedimento su cui oggi i giudici della Corte dei Conti hanno messo la parola fine. Un passo dopo l’altro – ha concluso – anche i Tribunali rendono giustizia agli sforzi fatti dalla nostra amministrazione.”

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