Richiedenti asilo sfruttavano gli immigrati per distribuire volantini: 13 ore di lavoro per 30 euro

giovedì 16 luglio 17:35 - di Redazione

Reclutavano immigrati, soprattutto africani, che, in cambio di una paga di pochi euro, parte dei quali finivano ai caporali, dovevano lavorare per 13 ore al giorno. E distribuire volantini pubblicitari.

Con questa accusa i carabinieri hanno notificato undici misure cautelari ad altrettante persone, 10 immigrati ed una donna italiana.

Sei sono finiti in carcere, Uno ai domiciliari e a quattro persone sono stati notificati gli obblighi di dimora.

Il blitz dei carabinieri del Comando per la tutela del lavoro, comandati dal generale Iorio, e dei comandi provinciali di Firenze, Prato e Pistoia, coordinati dalla Procura del capoluogo toscano, è scattato questa mattina.

Le indagini sono partite dalla richiesta di uno degli immigrati, un lavoratore che si era presentato in Prefettura per ottenere il riconoscimento internazionale. E nella domanda aveva comunicato aspetti della sua attività che non erano coerenti.

I reati contestati a vario titolo agli indagati dalla Procura di Firenze sono di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

Sei indagati sono pakistani, due maliani, un tunisino, un marocchino e un’italiana.

Oltre agli arresti degli immigrati e dell’italiana – titolare della ditta di distribuzione di volantini che si rivolgeva, a sua volta, alla società di immigrati – sono stati eseguiti anche sequestri di beni mobili e immobili appartenenti a società di Prato e Massa.

Aziende che si occupavano per conto di note catene commerciali risultate estranee ai fatti, di distribuzione di volantini.

Tra i beni sequestrati ci sono anche sette furgoni con cui il traffico illecito veniva svolto oltre a numerosi conti correnti bancari intestati a persone fisiche e giuridiche, coinvolte nell’indagine, diverse carte di credito e carte prepagate in uso agli indagati per un valore complessivo di circa 500.000 euro.

In particolare, le indagini hanno accertato le modalità con le quali i gestori del giro di caporalato, in assenza delle minime condizioni di tutela della salute, igiene e sicurezza, costringevano i lavoratori immigrati a distribuire volantini pubblicitari di note catene commerciali nazionali e internazionali per 12-13 ore di lavoro giornaliere in quasi tutte le province della Toscana.

Di fatto l’organizzazione sfruttava lavoratori stranieri facendoli lavorare per 12-13 ore al giorno per pochi euro.

Un sistema che prevedeva, fra l’altro, anche il tracciamento dei distributori.

Le persone indagate, infatti, controllavano i lavoratori anche con dispositivi elettronici di tracciamento e positioning.

Le indagini svolte dai carabinieri sono partite, come detto, dopo una segnalazione di anomalie in una richiesta di protezione internazionale da parte di un cittadino straniero ospite del Cas, il Centro Accoglienza Speciale di Scandicci, in provincia di Firenze.

Le verifiche hanno fatto luce sullo sfruttamento di circa ottanta lavoratori immigrati, prevalentemente dall’Africa, da parte dei gestori delle società finite nel mirino.

In particolare, i carabinieri hanno accertato le modalità con le quali le persone arrestate costringevano i lavoratori immigrati a distribuire volantini pubblicitari di note catene commerciali nazionali e internazionali con una retribuzione che non superava i trenta euro per 12-13 ore di lavoro.

Un compenso che, poi, in parte veniva anche trattenuto dai caporali delle società.

Fra i destinatari dei provvedimenti della magistratura figurano un ospite del Cas di Campi Bisenzio e uno della struttura Caritas di Sesto Fiorentino.

Altri due erano già ospitati presso le strutture degli Sprar, i Sistemi di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati, di Scandicci e Campi Bisenzio.


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