Prodi esalta la Merkel e massacra Conte: “Ha messo solo le pezze. Io avevo altre idee…”

venerdì 31 luglio 13:04 - di Monica Pucci

Dopo aver furbescamente finto di aver cambiato idea su Berlusconi (in chiave Quirinale), Romano Prodi prosegue nella sua campagna elettorale fatta di colpi al cerchio e alla botte. Oggi tocca menare il premier Conte per ingraziarsi una parte dei Cinquestelle, il Pd e l’opposizione, con una battuta velenossissima a chi gli chiede se “Giuseppi” possa fare la sia stessa carriera.

Prodi contro Conte e la sua prospettiva politica

“Io spero che Conte possa essere anche di più, non c’è limite alla provvidenza…”. ”Però, il quadro politico
era diverso” quando io ero al governo. ”Io avevo un’idea precisissima di mettere insieme tutti i riformisti’. Con una battuta velenosissina Romano Prodi, ospite di ‘Agorà estate’, risponde quando gli chiedono se il premier Giuseppe Conte possa essere un nuovo Prodi. ”Ora non so se Conte abbia questo disegno -sottolinea l’ex premier- perchè fino ad ora ha messo delle pezze al sistema… Ma i discorsi di proposte forte e cambiamenti debbono venir fuori desso”.

A Conte, qualche tempo fa, aveva augurato di durare almeno un anno, non proprio una lunga vita prodiana…

Le lusinghe del professore a Forza Italia sul Mes

Romano Prodi, si sa, è favorevolissimo al Mes, come del resto a tutto ciò che propone l’Europa. E ancora una volta sembra rivolgersi a Berlusconi. “Forza Italia sui temi europei ha votato fino ad ora per l’Europa. Fi vota per il Mes. Su altre cose è inguaribilmente legata alla destra, ma ha sempre votato in favore della solidarietà europea, anche perchè è sempre legata a Ppe e non può permettesi balletti e differenziazioni troppo forti”.

Infine, il tributo ai suoi referenti europei. “Gioca il fatto che ci sono delle donne intelligenti, abbiamo donne di classe …”. Così Romano Prodi risponde alla domanda se conti il fatto che a guidare l’Europa ci siano tre donne. “La Merkel -spiega Prodi- ha semplicemente capito la storia e allora dimostra di essere donna di Stato e non quella che guarda ai prossimi tre mesi. E se noi guardiamo al Mes con gli occhi dei prossimi tre mesi facciamo un errore storico”.

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