Ponte Morandi, così 4 robot controlleranno il nuovo viadotto San Giorgio

mercoledì 29 luglio 17:26 - di Roberto Frulli

Saranno 4 robot realizzati dall’Istituto Italiano di Tecnologia a monitorare il nuovo viadotto San Giorgio che ha sostituito il Ponte Morandi a Genova.

I 4 robot che vigileranno sulla sicurezza del nuovo Ponte di Genova verificheranno attraverso “telecamere e sensori lo stato di integrità dell’infrastruttura”. E tranquilla mite una “rielaborazione dei dati attraverso algoritmi” consentiranno “al gestore di intervenire con eventuali azioni di manutenzione in via preventiva“.

Un approccio che dovrebbe evitare quanto accaduto al Ponte Morandi.

Il sistema è composto da 4 robot – 2 Robot-Inspection e 2 Robot-Wash – che saranno operativi il prossimo autunno non appena gli impianti di servizio del sistema saranno completati. E saranno installati ai lati dell’impalcato che sostituisce il Ponte Morandi.

I 2 robot Inspection si occuperanno di rilevare eventuali anomalie mentre i 2 Robot-Wash puliranno le barriere antivento ed i pannelli solari.

I 4 robot sono formati da strutture in fibra di carbonio, attuatori e da componenti elettronici.

In particolare le travi in pezzi unici che permetteranno l’ispezione dell’impalcato sono state realizzate trasferendo tecnologie tipiche dei settori aerospaziale e aeronautico. E costruite tramite stampi in 3D utilizzando la tecnologia della più grande stampante 3D al mondo realizzata dal Gruppo Camozzi, la macchina MasterprintTM.

Ma come funzioneranno i 4 robot che  vigileranno sul successore del vecchio Ponte Morandi?

Scorreranno sulle rotaie esterne del Ponte. E permetteranno di verificare lo stato di integrità dell’infrastruttura inviando le immagini e i dati acquisiti a un centro di controllo.

Tutti i dati e le immagini andranno ad arricchire un database digitale. Che, grazie ad algoritmi di analisi e predizione, suggeriranno al gestore quando e come intervenire con eventuali azioni di manutenzione in via preventiva.

I robot sono comandabili da remoto, da una Control room tramite rete wi-fi.

A bordo hanno le batterie che li alimentano. E, sui lati del Ponte, sono predisposte, a distanze programmate di 200 metri l’una dall’altra, le varie stazioni di ricarica.

Inoltre, i robot, grazie agli anemometri ed accelerometri che hanno a bordo, in caso di condizioni ambientali avverse possono fermare le operazioni. E raggiungere in sicurezza le proprie stazioni di ricarica.

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