Open Arms, il ruggito di Salvini: «L’unico tribunale che per me conta è quello del popolo»

giovedì 30 Luglio 15:17 - di Michele Pezza
Salvini

«L’unico tribunale che per me conta è quello del popolo». Vale a dire «il voto, le elezioni». A parlare è Matteo Salvini. Lo fa nell’aula del Senato che fra qualche ora deciderà se mandarlo a processo come richiesto dal Tribunale dei ministri oppure no. La vicenda è quella nota della Open Arms, la nave con a bordo migranti raccolti in acque libiche e maltesi ma subito dirottati dal comandante verso l’Italia. Salvini, ministro all’epoca dei fatti, tenne duro sul loro sbarco e oggi risponde, paradossalmente, di aver tenuto fede al programma elettorale. Apposta dice: «Se mi mandate a processo, mi farete un regalo»

Salvini è intervenuto al Senato

Un Parlamento non invigliacchito come il nostro non avrebbe impiegato più di un minuto a rispedire al mittente la richiesta. Al contrario, sinistra e M5S sono abituati a disfarsi di avversari e nemici proprio per via giudiziaria. «Io – stigmatizza Salvini – non porto i miei avversari in tribunale. E andrò fino in fondo, senza chiedere aiutini a nessuno. Quando capiterà a voi saranno i cittadini a giudicarvi, non i giudici». Il leader leghista è un politico in difficoltà che cerca di piegare in suo favore una vicenda negativa. E lo fa pigiando sul tasto dell‘immigrazione e sull’incapacità dell’attuale governo di imbastire una qualsiasi politica di gestione del fenomeno che non sia quella dell’accoglienza indiscriminata.

«I tifosi dei porti aperti hanno le mani sporche di sangue»

«I tifosi dei porti aperti hanno le mani sporche di sangue», attacca infatti Salvini, che non manca di collegare la ripresa degli sbarchi con il risalita del coronavirus. «Se riparte il contagio – avverte -, saremo noi a denunciare qualcuno». Per l’ex-ministro, l’Open Arms è «una nave pirata», il cui comandante «ha messo a rischio la vita» delle persone a bordo. L’unico suo rammarico è di natura familiare. «Questa sera dovrò spiegare ai miei figli che papà va a processo perché è un delinquente che ha difeso i confini. Questo – ha concluso Salvini – è l’unico peso che mi porto, non mi interessano le critiche politiche».

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