Open Arms, Gasparri smaschera Conte: «Se avessi voluto, potevi far sbarcare tutti, ma non lo hai fatto…»

giovedì 30 Luglio 14:22 - di Gabriele Alberti
Gasparri Open Arms

Responsabilità collegiale sul caso Open Arms, non c’è dubbio. E il premier Conte non può chiamarsi fuori da quelle che furono azioni intraprese in accordo con l’allora ministro Salvini. “Vedo che il dibattito è stato molto politico, quando io ho affrontato questioni giuridiche e non ho fatto considerazioni politiche. Qui stiamo parlando di una legge che consente di non andare a processo se sussistono elementi. E la legge dell’89 non favorisce delle caste ma sottopone a una procedura un’azione giudiziaria, permette di vedere se ci sono delle esimenti. Qui parliamo di procedibilità. Poi è la magistratura che decide. Qui parliamo dell’azione di governo”. Così il senatore Maurizio Gasparri rimette le cose in chiaro in Senato dove si voterà  sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini sul caso Open Arms.

Open Arms, Gasparri: “Processo politico”

A difendere l’operato del  leader della Lega c’è Maurizio Gasparri, presidente della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. Autore della relazione che si è espressa contro l’autorizzazione a procedere del senatore Salvini per sequestro di persona. Una relazione rigorosa, basata sui fatti. In uno dei passaggi del suo intervento a Palazzo madama Gasparri ha precisato :  “Salvini si è trovato a un bivio, poteva ottemperare all’ordine o no, ha ottemperato a quella direttiva. Si deduce quindi, che se il premier avesse voluto ordinare lo sbarco di tutti lo avrebbe fatto, invece scrisse di far sbarcare solo i minori”. E ancora il presidente della Giunta: “Il governo nel suo complesso con decreto del 1 agosto sul no all’arrivo delle acque italiane e con l’azione del premier, ha partecipato a questo indirizzo”.

“Non fu un’azione solitaria”

“A Grasso che ha detto che quella di Salvini è stata un’azione solitaria dico che non è vero. Perché è stata un’azione condivisa conaltri ministri e dunque dal governo. C’è stata un’azione di governo e non solitaria. Quello dei flussi migratori è un problema ricorrente, ogni governo è chiamato a delle prove. Allora non c’era l’emergenza del virus, ma oggi c’è l’aggravante dei contagi, di Palamara e dell’uso politico della giustizia”. tutti argomenti seri che pesano sul dibattito pubblico, ma di cui Gasparri parlerà in seguito, promette: “Quando non farò il relatore..”.

 

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