Oltre il ridicolo: supermercato ritira dagli scaffali il cibo con i marchi ritenuti “razzisti”

mercoledì 22 luglio 13:45 - di Fabio Marinangeli
razzisti

Continua la cosiddetta (paradossale) guerra culturale contro gli stereotipi ritenuti razzisti e coinvolge di tutto, dalla frutta alle bevande. Si sta oltrepassando la soglia del ridicolo, iniziata con la “cancellazione” di un capolavoro come Via col Vento.

I nomi delle confezioni considerati “razzisti”

Sotto accusa finisce anche Trader Joe’s, la catena di supermercati nata in California e specializzata in cibo fresco, bio. Sono i negozi di riferimento nei quartieri più cool delle città americane. Per togliersi dalle polemiche annuncia che cambierà le confezioni e i nomi, dati alla sua linea di cibi etnici. Questo a causa di una petizione, lanciata da uno studente di liceo californiano, che le bollava di “razzismo”.

Pure l’etichetta della cucina italiana non va bene

All’estensore della petizioni e ai suoi sostenitori chiamare “Arabian Joe” i cibi della cucina mediorientale, “Trader Joe San” quelli giapponesi e persino “Trader’s Giotto” quelli della cucina italiana costituisce «una narrativa di un esotismo che perpetua pericolosi stereotipi».

Il marchio che rende «esotiche» le altre culture

I vertici della catena di supermercati hanno precisato che da anni hanno iniziato a usare il marchio Trader Joe’s anche per alcuni prodotti etnici, come quelli messicani. E ora lo farà per tutti. Ha poi sottolineato di aver scelto quei marchi pensando che fossero divertenti, ammettendo però di poter aver avuto «l’effetto opposto». Secondo la petizione infatti questo marchio «è razzista perché rende esotiche le altre culture, rappresentando invece “Joe” come la normalità».

I produttori di “Aunt Jemina”

Vedono razzisti dappertutto. Nelle scorse settimane erano stati produttori di “Aunt Jemina”, marca famosa per i mix per fare i pancake e lo sciroppo di acero, a dover annunciare che cambieranno il marchio da anni criticato per eternare la figura della “mammy” afroamericana. «Noi riconosciamo che le origini di Aunt Jemina sono basate su stereotipi razziali», ha dichiarato Kristin Kroepfl, vicepresidente della Quaker Foods North America, che ha accolto la richiesta di sostituire il nome del brand.

E ci sono anche gli sciroppi razzisti

Anche i produttori di Cream of Wheat porridge, Uncle Ben’s Rice e Mrs. Butterworth sciroppo per pancake hanno annunciato che stanno valutandodi cambiare i nomi e le confezioni dei loro prodotti che evocano stereotipi razzisti dell’epoca della schiavitù.

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