Movida a Capri, il sindaco corre ai ripari: obbligo di mascherine all’aperto nel fine settimana

martedì 21 luglio 15:30 - di Redazione
capri movida

Assembramenti, movida notturna. affollamenti. Dopo l’allarme il sindaco di Capri corre ai ripari. Nell’isola sarà obbligatorio indossare le mascherine all’aperto nel fine settimana. Venerdì, sabato e domenica dalle ore 18 alle ore 4, fino al 31 luglio. Lo stabilisce un’ordinanza del primo cittadino di Capri, Marino Lembo. Nello scorso week end hanno fatto molto discutere le immagini delle strade affollate di Capri. Il provvedimento prende le mosse  da “comportamenti collettivi che rischiano di essere in conflitto con l’esigenza della tutela della salute pubblica in questa fase post-Covid”.

Capri, mascherine obbligatorie all’aperto nel week end

L’obbligo di mascherine all’aperto resterà in vigore fino a fine luglio nei periodi di maggiore afflusso turistico e nelle strade del centro storico, in piazzetta, nelle vie dello shopping e dello struscio notturno. “Il contesto “particolare” dell’isola di Capri – si legge nell’ordinanza -richiede misure di massima prevenzione della diffusione del virus. Per le oggettive e specifiche maggiori difficoltà del territorio”.

I maggiori problemi sono connessi – spiega l’amministrazione – “alle ridotte risorse umane sul territorio. E in particolare l’attuale dotazione organica del Corpo di Polizia municipale del Comune di Capri. Che, nonostante un’efficace e scrupolosa attività di sorveglianza, non consente di garantire la piena attuazione delle misure di prevenzione previste dai decreti governativi per numeri superiori di presenze sul territorio”.

Inoltre si fa notare che sull’isola è presente “un presidio ospedaliero di piccole dimensioni, con una ridotta misura dei posti di isolamento. Che potrebbe non garantire un’idonea gestione e assistenza in caso di diffusione dell’epidemia”. Infine si segnalano “le oggettive difficoltà dei trasporti marittimi da e verso l’isola, anche tenuto conto delle possibili condizioni meteo marine avverse, ancor più aggravate in ipotesi di trasporto speciale di eventuali pazienti risultati positivi al Covid-19, tra l’altro non trasportabili con elisoccorso”.

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