Migranti, sbarchi e violenze. I poliziotti in rivolta: «Basta, se li tengano le Ong sulle loro navi»

mercoledì 22 luglio 11:17 - di Natalia Delfino
poliziotti quarantena

La Ong Alarm Phone nella serata di ieri ha dato notizia di un barcone con 120 persone a bordo al largo della Libia. Intimando all’Europa che “il salvataggio deve essere lanciato immediatamente”. Alla fine è stata la Guardia costiera libica a intercettare i migranti, fugando il rischio che il nostro Paese dovesse farsi carico anche di questi altri 120 clandestini. Diversi indicatori dicono che ormai in Italia la misura è colma. Si va dallo scontro istituzionale tra sindaco e prefetto di Messina sulla chiusura dell’hotspot, alla rabbia e all’allarme generati tra i cittadini dalle continue fughe di migranti dalle quarantene, fino a un durissimo sfogo del sindacato di Polizia, Fsp, nel quale si sottolinea il prezzo pagato dalle forze dell’ordine in questo contesto.

Sbarchi di migranti, lo sfogo del sindacato di polizia

“Le Forze dell’Ordine non possono essere sfruttate e sottoposte a stress continuo derivante da turni massacranti; private del tempo da dedicare alle loro famiglie e al riposo; costrette in lavoro straordinario, cui si aggiunge il rischio di contrarre il virus”, ha detto il vicepresidente del Fsp, Franco Maccari. “Anche le forze dell’ordine – ha ricordato – hanno gli stessi diritti e la stessa dignità di ogni cittadino”. “Quanto all’emergenza migranti, cui si aggiunge l’epidemia Covid-19 – ha proseguito Maccari – sarebbe sufficiente selezionare a bordo delle stesse navi delle generose Ong chi ha diritto di beneficiare della protezione internazionale e chi invece è soltanto un migrante economico o peggio un clandestino”. “In via subordinata”, per il sindacalista, “tutti i migranti potrebbero rimanere a bordo della stessa nave Ong che li ha trasbordati, per la quarantena. Poi i suoi armatori potrebbero provvedere a spese proprie alla disinfezione, decontaminazione e sanificazione da coronavirus”.

Carabinieri picchiati e agenti in quarantena

Uno sfogo, quello del sindacato di polizia, che arriva dopo che nel centro di accoglienza per migranti “La Casa dei gabbiani” di Agrigento, come riporta Il Giornale, tre carabinieri sono stati feriti da due tunisini che cercavano di fuggire. Una violenza che si aggiunge ai casi di numerosi appartenenti alle Forze dell’ordine costretti alla quarantena dopo essere entrati in contatto con i clandestini. L’ultimo caso si è registrato ieri a Udine, dove quindici poliziotti sono stati messi in quarantena fiduciaria, mentre una settimana fa la stessa sorte era toccata ai 25 agenti intervenuti per lo sbarco dei 70 clandestini di Roccella Jonica, fra i quali c’erano 28 infetti.

 

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