M5S, Di Battista cerca la sponda di Conte per rientrare in gioco: «Su Aspi orgoglioso di lui»

lunedì 13 Luglio 13:24 - di Redazione
Di Battista

È un vero e proprio endorsement in favore di Giuseppe Conte, quello compiuto da Alessandro Di Battista a seguito dell’intervista rilasciata dal premier al Fatto Quotidiano sull’affaire Aspi. La possibile revoca delle concessioni autostradali ai Benetton piace molto al Cinquestelle ribelle, anche perché segna quasi un ritorno alle origini da parte del MoVimento. Che è poi quel che Dibba ha sempre predicato, un pò per convinzione e molto per interesse politico. È l’unico della vecchia guardia grillina ad aver rifiutato la candidatura. Di conseguenza è l’unico, in base alle regole interne, a poter aspirare di rimettere piede in Parlamento. Da qualche tempo è sul piede di guerra contro tutti, compreso Beppe Grillo che usato contro di lui parole sferzanti.

Il premier ha minacciato di revocare la concessione ai Benetton

Anche per questo non si è lasciata sfuggire l’occasione di Autostrade per trovare sponde interne. E chi meglio di Conte mentre questi minaccia fuoco e fiamme contro i Benetton? «Non mi era mai capitato di leggere parole così nette da parte di un premier a sostegno dell’interesse generale», afferma con entusiasmo Di Battista. Si riferisce al virgolettato dell’intervista in cui Conte dice: «Questo governo non accetterà di sacrificare il bene pubblico sull’altare dei loro interessi privati». Dove “loro”, appunto, sono gli imprenditori del gruppo trevigiano che attraverso la holding Atlantia controllano e detengono Autostrade. Dibba annuisce e ringrazia. «Io – aggiunge – sono per la nazionalizzazione di Autostrade oggi in mano ai Benetton».

Di Battista: «Nazionalizzare Autostrade»

Facile a dirsi. E solo a dirsi. Di Battista lo sa e mette le mani avanti: «Magari su questo io e Conte non la pensiamo allo stesso modo ma quando dice che lo Stato non può essere “socio di chi prende in giro le famiglie delle vittime”, io sono assolutamente con lui». E così, assicura, «tutto il Paese» è con il presidente del Consiglio, perché,  conclude, «tutti gli italiani sanno che la durezza di oggi eviterà tragedie future».

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