Librandi, nuovo delirio: «Siamo noi a pensare agli italiani». Ed è ossessionato dai “cattivi” sovranisti

27 Lug 2020 9:34 - di Gianluca Corrente
Librandi

«Ha ragione il nostro leader», dice Gianfranco Librandi. Quindi, «ha ragione Renzi». Non fa mancare mai le sue esternazioni, il deputato più bersagliato dal web. Le sue “sparate” politiche sono famose, si becca di sfottò sui social e anche una buona dose di insulti. Ma continua imperterrito a regalare perle della sua saggezza. Così come a difendere ed esaltare il suo Matteo. Che chiaramente non è Salvini. I sovranisti sono brutti e cattivi, secondo il suo illuminato pensiero.

Librandi fa il mago: «Questo governo durerà»

Spera – evidentemente per paura del voto – che il governo duri. E con la sfera di cristallo sentenzia: «Questa legislatura è destinata a durare fino al 2023». Da buon renziano plaude ma non troppo al governo e – nel contempo – critica ma non troppo l’ammucchiata giallorossa. Per dire qualcosa di positivo, si aggrappa alla solita ossessione che travolge il centrosinistra: «Conte ha il merito di aver fatto finire la parentesi sovranista». Dove vede questa fine non si sa, visto che Salvini e Meloni hanno un pacchetto di voti che il governo invidia e vede col binocolo.

«Occorre fare cose concrete»

Poi cerca di differenziarsi. «Questo governo», continua Librandi, «deve dare segnali di riuscire a fare cose concrete per il Paese». Dicendo questo, però, dimostra che di cose concrete non ne ha fatte. «Italia Viva è l’anima garantista e riformista di questo esecutivo». Ed ecco il clou del discorso: «Noi pensiamo agli italiani», afferma Librandi. Anzi, «noi pensiamo al da farsi, a differenza dei grillini che non vedono l’ora di sparare a zero su chiunque anche su di noi».

Librandi spara fuochi d’artificio per Renzi

«Abbiamo la nostra testa, le nostre idee e non seguiamo a vanvera il Pd se fa delle scelte discutibili», continua Librandi. «Per fortuna la parentesi sovranista è chiusa», ripete. «Sta a Conte adesso scegliere se fare o meno il salto di qualità. Su questo ha perfettamente ragione il leader del nostro partito Matteo Renzi».

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