Il Comune monta i bagni per i migranti e loro urinano sulle porte: Ventimiglia nel degrado

sabato 4 luglio 17:51 - di Alberto Consoli
migranti

Il Comune di Ventimiglia ha pensato di fare un favore ai migranti e al decoro della città. Ha noleggiato due bagni pubblici  e li ha installati fuori dalla stazione ferroviaria. Ma  – apprendiamo dalle cronache locali poi rilanciate dal Giornale – che gli stranieri, a quanto pare, ne stanno facendo un uso improprio, singolare: anziché utilizzarli entrando  all’interno dell’abitacolo, vi orinano contro, sulle porte dall’esterno. Con chiaro degrado e sporcizia. Il quotidiano mostra l’immagine di quanto raccontato. Il che, con la ripresa dei flussi migratori, rende la situazione insopportabile, irrespirabile ai limiti della vivibilità. Praticamente rendendo la stazione una latrina a cielo aperto. Nonostante i bagni nuovi di zecca.

Ventimiglia nel degrado

La situazione al confine con la Francia sta peggiorando. Al moltiplicarsi degli arrivi dei migranti si aggiunge la chiusura del centro di accoglienza del parco Roya per motivi legati all’emergenza coronavirus. Il tutto crea assembramenti di stranieri che bivaccano in città, in attesa di un passaggio clandestino per la Francia, spiega la cronaca del Giornale.  È chiaro che, nel frattempo, il sindaco della città,Gaetano Scullino,  ha ritenuto di tamponare la situazione come meglio poteva: noleggiando dei bagni pubblici per consentire un minimo di dignità a chi ne avesse bisogno, senza creare sporcizia in città e fuori la stazione. Niente da fare. Gli stranieri di passaggio alla stazione i loro bisogni preferiscono farli fuori, contro l’abitacolo. Che non ne conoscano l’uso pare impossibile.

Il sindaco: “I clandestini andrebbero espulsi subito”

Ventimiglia sta vivendo una situazione complicata. Al momento al centro di accoglienza ci sono  quarantadue migranti soprattutto afgani, sudanesi e bengalesi. Altri ospiti, però, come dicevamo, non possono entrare. Il ministro Lamorgese  sembra intenzionata a chiudere il campo Roya. Il Comune, dal canto suo, la pensa diversamente: “I migranti arrivano a Ventimiglia per tentare di oltrepassare la frontiera – dichiara il sindaco al quotidiano di Milano- se riescono nel proprio intanto tutto bene; altrimenti vengono respinti in Italia e bivaccano a Ventimiglia”. Secondo il primo cittadino gli stranieri irregolari, quindi clandestini, andrebbero subito espulsi: “Anche se è più facile dirlo, che farlo”. Ma anche se si fosse in presenza di migranti con regolare permesso di soggiorno “dove li mandiamo?”, esplode il primo cittadino. “In spiaggia, alla stazione o nel fiume? Dove mangeranno e faranno i propri bisogni?”. Tutte domande da rivolgere al ministro Lamorgese. La quale, intenta soltanto a come meglio distruggere i decreti sicurezza di salviniana memoria, non pensa a tamponare situazioni esplosive.

Nell’attesa che il ministro dell’Interno prenda atto della situazione, il sindaco fornisce un suggerimento: “Prescindendo dalla posizione politica, è necessario trovare una soluzione. L’ipotesi che mi pareva maggiormente percorribile era quella di chiudere il campo a Ventimiglia per aprirne uno altrove: evitando così il richiamo del confine”. Ventimiglia, infatti, è ormai diventata una città “imbuto”,  richiamo per migliaia di immigrati in fuga dall’Italia.

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