Fedez straparla e si illude di zittire Bocelli e Salvini: «Fate silenzio, che non vi fa male»

martedì 28 luglio 14:11 - di Agnese Russo
fedez bocelli

Accusato di negazionismo, di mettere a rischio la salute pubblica, di mancare di rispetto ai morti del Covid. Andrea Bocelli è finito sul banco del tribunale del popolo social per aver espresso il proprio disagio rispetto al lockdown e, soprattutto, rispetto alla possibilità che le restrizioni sociali più dure possano proseguire all’infinito. L’hashtag #bocellivergognati, infatti, è in cima alle tendenze di Twitter, complice anche la spintarella arrivata da personaggi noti come Fedez.

Fedez cinguetta contro Bocelli e…

“Io senza parola. Boh”, ha cinguettato il cantante per poi rincarare la dose, seppur senza nominare direttamente Bocelli. “Se non conoscete nessuno che sia stato in terapia intensiva e vi permettete di instillare il dubbio che la pandemia sia stata fantascienza vi presento un mio amico che causa Covid ha dovuto subire un trapianto di polmoni a 18 anni. Poi fare silenzio ogni tanto non fa male eh”, ha proseguito Fedez in un tweet successivo. Benché non lo nomini, è dunque evidente che il riferimento è al tenore, sul quale sono piovuti insulti di varia natura, spesso accompagnati anche dall’hashtag #negazionisti. Ma cos’ha detto di tanto grave il tenore? E chi sono i “negazionisti” e i soggetti (più d’uno) ai quali Fedez vuole presentare il suo sfortunato amico?

La confessione del tenore

“Mi sono sentito umiliato e offeso come cittadino quando mi è stato vietato di uscire di casa. Devo anche confessare di aver in certi casi disobbedito a questo divieto perché non mi sembrava giusto né salutare. Ho una certa età e ho bisogno di sole e di vitamina D“, sono state le parole di Bocelli, il quale ha anche raccontato il disagio della figlia più piccola, di 8 anni, per la chiusura delle scuole. “Non posso pensare – ha rivelato – che con celerità incredibile si sia pensato di chiudere la scuola; e con la stessa celerità si sia pensato a riaprire le discoteche, dove i ragazzi vanno non a formarsi ma a disperdere i propri cervelli”. Bocelli, quindi, ha puntato l’indice contro la possibilità che si replichino misure drastiche come quelle dei mesi scorsi, esortando a una forma di ribellione.

Bocelli al convegno con Salvini: scadalo!

“Rifiutiamoci di seguire questa regola. Prendiamo dei libri, giriamo, conosciamoci, parliamo, dialoghiamo“, ha detto il cantante, rivelando di aver chiamato tutti i politici che conosce per manifestare il proprio disagio e sollecitare norme di buon senso. Di fatto, dunque, Bocelli non ha fatto altro che dare voce a un sentimento diffuso tra gli italiani. Ma si tratta di un sentimento che non piace a certo mainstream e che, soprattutto, è stato espresso in una sede e al fianco di relatori che per quel mainstream sono indigeribili. Il tenore, infatti, ha parlato nel corso del convegno “Covid-19 in Italia: tra informazione, scienza e diritti”. L’incontro, promosso da Vittorio Sgarbi e Andrea Siri, ha riunito un coro di voci contro l’allarmismo protratto all’infinito, fra le quali, oltre a quella di molti virologi, anche quella del leader della Lega, Matteo Salvini.

Lo stupore del maestro: “In questo Paese succedono cose strane”

“Ho fatto un intervento al Senato e in seguito a questo intervento, curiosamente, sono stato definito un negazionista“, ha commentato Bocelli dopo le polemiche nel corso della Milanesiana di ieri. “Evidentemente, succedono cose strane in questo Paese”, ha proseguito il tenore, che a sua volta nei mesi scorsi ha contratto il Covid. Bocelli ha ricordato anche il proprio impegno nei difficili mesi del lockdown “per aiutare chi era in difficoltà in ragione del virus”. “La paura è la sola cosa di cui bisogna avere paura. Deve essere su questo fatto che sono stato un po’ frainteso”, ha aggiunto, sottolineando anche che “ci sono stati episodi che ci hanno rassicurato su questo piano. Il Napoli dopo la vittoria della Coppa Italia ha fatto il diavolo a quattro e non è successo niente. Io sono un ottimista per natura e voglio sperare che da qui si voglia e si possa ripartire”. Un appello, per altro, lanciato anche da eminenti virologi che non ci stanno al proseguimento sine die delle restrizioni.

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