Covid, Massimo Galli: «Attenti, ci sono posizioni scientifiche pericolose». E riapre lo scontro

giovedì 23 luglio 9:03 - di Gianluca Corrente
Massimo Galli

«Il peggio è passato? Mi auguro sia così. Quello che abbiamo vissuto, il frutto di una disseminazione libera del virus per circa un mese, non lo dovremmo più rivivere. Il grande sacrificio e il grande danno per l’economia ha avuto come contraltare lo stop all’epidemia». Sono le parole del professor Massimo Galli, direttore di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, ospite di Cartabianca.

Massimo Galli contro le “posizioni pericolose”

«Nella comunità scientifica ci sono posizioni che non possono essere lasciate passare. Magari sono in perfetta buona fede, ma sono basate su opinioni e non su dati consolidati. Sono oggettivamente pericolose», evidenzia Massimo Galli. «Se si afferma che il virus si è rabbonito, si giustifica la rabbia di chi è stato rovinato dalla chiusura e dall’imposizione di tante regole. E si giustifica la nonchalance della componente giovane della popolazione che si sente autorizzata a fare qualsiasi cosa. I fatti dimostrano che continuiamo ad avere focolai in giro, fortunatamente li riconosciamo e li blocchiamo. Ma se guardiamo cosa sta succedendo a Barcellona… Vogliamo richiudere un’altra volta?», si chiede.

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