Captagon, la droga della Jihad, così l’Isis ha bucato i controlli: in Italia 84 milioni di pasticche (video)

mercoledì 1 luglio 15:13 - di Paolo Lami
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Si chiama Captagon ed è la droga della Jihad. Anfetamine che l’Isis produce a tonnellate in Siria . E che è riuscita ad esportare in Italia. Bucando i controlli che ci dovrebbero essere sui mari.

Stiamo parlando del più grande carico di droga mai intercettato: 84 milioni di pasticche di anfetamine. Che dovevano arrivare in Italia e, poi, da qui, essere distribuite in tutta Europa.

I container carichi di Captagon, come hanno ricostruito i finanzieri del Gico, che hanno intercettato il carico, arrivavano al porto di Salerno dalla Siria. Un Paese  considerato come uno dei principali produttori di droghe sintetiche.

In particolare proprio questo tipo di amfetamina caratterizzata dal simbolo del “Captagon”. E nota come “droga della Jihad“. Perché prodotta da organizzazioni più o meno legate al terrorismo. E la cui produzione comunque servirebbe a finanziare l’Isis.

Il sequestro di 14 tonnellate di amfetamine, definito dagli stessi esecutori come “il più grande sequestro di amfetamine a livello mondiale”, apre ora ulteriori scenari investigativi.

L’obiettivo dei finanzieri e della Direzione distrettuale antimafia di Napoli che ha coordinato l’operazione, è individuare le organizzazioni, quasi certamente più di una, che avrebbero dovuto gestire l’enorme carico al suo arrivo in Europa.

Fonti investigative ritengono infatti improbabile che l’enorme quantità di droga non fosse destinata al solo mercato italiano. Ma si suppone che avrebbe raggiunto anche altri Paesi europei.

E ora si tratta anche di chiarire anche il “ruolo” giocato dal porto di Salerno nella rotta seguita dai tre container.

Al momento si esclude la presenza sul territorio di un’organizzazione criminale che avrebbe dovuto gestire il carico. E si ipotizza la scelta di Salerno in quanto porto comodo e che dà meno nell’occhio rispetto ad altri scali.
C’è, tuttavia, un particolare che ha colpito gli investigatori.

Lo stesso porto di Salerno è finito recentemente in alcune indagini che avevano portato alla luce alcune falle nel sistema dei controlli.

Proprio due mesi fa, ad inizio maggio , un’indagine della Procura di Salerno aveva fatto emergere diversi episodi di furti di merce. Che avvenivano all’interno dell’area portuale.
L’indagine ha poi portato a 69 misure cautelari, 17 delle quali nei confronti di altrettanti componenti dell’Ufficio delle Dogane di Salerno.

Una circostanza che ora, dopo il maxisequestro di Captagon, impone agli investigatori di riprendere in  mano l’indagine di due mesi fa. Per verificare possibili connessioni fra le due vicende. E scoprire, magari, che chi ha spedito quel gigantesco carico di anfetamine poteva contare su una o più persone che potevano garantire il passaggio indenne del carico di Captagon attraverso i controlli.

Già durante il lockdown era emerso come alcune organizzazioni si apprestassero ad invadere l’Europa con carichi importanti di stupefacenti per rispondere allepressanti  esigenze di quanti, in quei mesi, non riuscivano ad approvvigionarsi.

Così, dopo l’emergenza epidemiologica da Coronavirus, sono state intensificate le attività di contrasto specifiche.

E proprio partendo da altri sequestri effettuati in precedenza, i finanzieri hanno tracciato 3 container sospetti in arrivo al porto di Salerno, contenenti cilindri di carta per uso industriale e macchinari.

I cilindri di carta, alti circa 2 metri e del diametro di 140 cm – verosimilmente costruiti in Germania – sono stati congegnati dai trafficanti di Captagon in multistrati.
Un sistema per nascondere anche agli ”scanner” dei finanzieri il contenuto, riposto negli strati interni, di circa 350 kg di pasticche per ogni cilindro.

In totale sono saltate fuori 14 tonnellate di amfetamine, circa 84 milioni di pasticche, che avevano impresso il simbolo del ”Captagon’‘. Che contraddistingue la ”droga della Jihad”.

E’ oramai accertato che l’Isis finanzia le proprie attività terroristiche anche e soprattutto con il traffico di droghe sintetiche, prodotte in gran parte in Siria.
Un paese divenuto, per questo motivo, negli ultimi anni, il primo produttore mondiale di amfetamine.

Il Captagon viene smerciato in tutto il Medio Oriente. Ed è diffuso sia tra i combattenti per inibire paura e dolore sia tra i civili perché non fa sentire la fatica.

Prodotta inizialmente soprattutto in Libano e diffusa in Arabia Saudita negli anni ’90, questa sostanza stupefacente è improvvisamente ricomparsa nei covi dei terroristi. Come, ad esempio nell’attacco al Bataclan di Parigi nel 2015. Ed è, perciò, stata soprannominata la ”droga dell’Isis” o la ”droga della Jihad”.

Secondo la DEA americana, l’Agenzia governativa Drug Enforcement Administration, l’Isis ne fa largo uso in tutti i territori su cui esercita l’influenza e ne controlla lo spaccio.

Una volta avviati gli impianti chimici di produzione, è facile per l’Isis produrre ingenti quantitativi anche per il mercato mondiale delle droghe sintetiche, in modo da accumulare rapidamente importanti finanziamenti.

Già due settimane fa, sempre nel porto di Salerno, gli specialisti del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli, avevano intercettato un container con un carico di copertura costituito da capi di abbigliamento contraffatti.

In realtà vi erano, nascosti, all’interno, 2.800 kg di hashish e 190 kg di amfetamine. Cioè oltre 1 milione di pasticche con lo stesso identico simbolo, il Captagon.

Quanto alla destinazione finale, è verosimile che sia coinvolto un ”consorzio” di gruppi criminali, sia per il valore totale delle spedizioni, sia per la distribuzione sui mercati di riferimento.

Ottantacinque milioni di pasticche possono, infatti, soddisfare un mercato di ampiezza europea.

L’idea è che durante il lockdown, dovuto all’emergenza epidemiologica mondiale, la produzione e distribuzione di droghe sintetiche in Europa si sia praticamente fermata. E, quindi, alla ripresa molti trafficanti, anche in consorzio, si siano rivolti alla Siria, la cui produzione invece non pare aver subito rallentamenti.

Ulteriori indagini puntao a individuare i responsabili che, proprio in relazione all’ingente quantitativo sequestrato, potrebbero operare per conto di un ”cartello” di clan di camorra in grado di commercializzare le sostanze in ambito internazionale.

“Complimenti alla guardia di Finanza di Napoli e agli inquirenti della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea per la maxi operazione anti-droga nel Porto di Salerno, che ha portato al più importante sequestro di anfetamine a livello mondiale“, dice il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

“Parliamo – ricorda la Meloni – di un carico di 84 milioni di pasticche con il logo ”Captagon” per un valore complessivo di oltre 1 miliardo di euro. Una droga prodotta in Siria dall’Isis per finanziare la Jihad, utilizzata dai terroristi per inibire paura e dolore e che è stata usata anche nel terribile attentato del Bataclan a Parigi. La lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo islamico deve continuare senza sosta. Non abbassiamo la guardia”.

 

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