Berlusconi dolceamaro su Conte: «Il premier ha garbo, ma è ostaggio dei Cinquestelle»

venerdì 24 luglio 13:20 - di Michele Pezza
Berlusconi

Conte, anzi «il professor Conte» è una cosa e altro sono i Cinquestelle. L’uno e gli altri, per Silvio Berlusconi, pari non sono. «Il premier – spiega infatti il Cavaliere in un’intervista al Quotidiano Nazionale – ha uno stile diverso, più cultura e più garbo di molti dirigenti dei Cinquestelle». Pur tuttavia, aggiunge: «Non credo tuttavia li abbia mutati davvero». Il rospo è rimasto rospo anche dopo il bacio del principe azzurro. Berlusconi riconosce che il premier si è rivelato «piuttosto abile ad usarli», soprattutto «per la sopravvivenza del governo». Ma di farli evolvere non se ne parla proprio. «I grillini – constata il leader di Forza Italia – non hanno cambiato il loro Dna. Il linguaggio dell’odio mal si concilia con un’attività di governo».

Berlusconi intervistato da QN

L’ex-premier si diverte a far oscillare tra elogi e critiche il suo giudizio su Conte. Soprattutto ora che la trattativa di Bruxelles lo ha fatto definitivamente uscire dal cono d’ombra in cui ha lungo stazionato. Per Berlusconi, «l’Italia ha fatto bene la sua parte». Ma il merito della chiusura dell’accordo è tutto della Merkel «che ha capito che era in gioco non soltanto il destino di qualche Paese, ma il futuro dell’Europa». E in parte anche dello stesso Cav, che non manca di rivendicarlo: «Anch’io mi sono impegnato attivamente in tutte le sedi europee, nonostante il governo avesse lasciato cadere le nostre offerte di collaborazione».

«Elezioni strada maestra, ma non ce le faranno fare»

Ma l’intervista investe anche temi più politici, a cominciare dalla possibilità di nuove elezioni. «Sarebbero certamente la strada maestra, se ce le facessero fare», sottolinea Berlusconi. Che coglie l’occasione anche per smentire le voci di una alleanza con Italia Viva, Azione di Calenda, +Europa: «Fantapolitica, basta guardare i numeri». A Renzi, anzi, invia una dedica tutta speciale, accusandolo in pratica di reggere il sacco ai Cinquestelle. «Come può – si chiede infatti – un leader che tante volte si è dimostrato lucido, brillante, convincente, continuare ad assicurare la sopravvivenza del governo delle sinistre?».

 

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