Amantea, i migranti positivi al Covid saranno trasferiti all’ospedale militare del Celio

martedì 14 Luglio 17:24 - di Redazione

Saranno trasferiti al Celio questa sera i 13 migranti risultati positivi al Covid 19 che si trovano ad Amantea (Cosenza). Una soluzione per la quale la governatrice della Calabria Jole Santelli esprime soddisfazione avvertendo però che il problema resta e non è risolto. “Per contrastare il pericolo di diffusione del Covid-19 – dice Santelli –  occorrono unità navali destinate all’assistenza e alla sicurezza sanitaria dei migranti. Pertanto, in una fase emergenziale come quella attuale, è necessario monitorare le coste calabresi ed evitare gli sbarchi”.

Un viaggio di circa sei ore

Il trasferimento, come sottolinea la prefettura di Cosenza, sarà a cura della Croce Rossa. “Il trasferimento dei 13 migranti positivi asintomatici da Amantea al Celio di Roma avverrà in totale sicurezza. I migranti saranno dotati di tutti i dispositivi di sicurezza e verranno trasferiti con un pullman della Croce Rossa Italiana. Il nostro personale sarà in biocontenimento, quindi dotato di guanti, calzari, tuta e occhiali. Il viaggio sarà breve, circa sei ore, e non prevede alcuna sosta”. A dirlo è Ignazio Schintu, Responsabile nazionale Area Emergenza della Croce Rossa Italiana, che curerà il trasferimento dei 13 migranti al momento collocati in un Cas nel centro della località turistica del Tirreno cosentino.

Trasferimento a cura della Croce Rossa

“Avevamo inizialmente chiesto un supporto per poter effettuare una fermata in autogrill – spiega Schintu -, ma la brevità del percorso, che effettueremo con un pullman di ultima generazione, evidentemente non lo ha reso necessario. Fra l’altro è presumibile che i viaggiatori saranno stanchi e dormiranno. Partiremo stasera intorno alle 20.30 da Amantea e per le prime ore del mattino saremo al Celio, dove i 13 migranti verranno presi in consegna. Nessuno potrà scendere dal pullman”. Il trasferimento, dunque, non presenta alcuna complicazione: “Per noi – conclude Schintu – è un’attività normale, il nostro personale viene formato per il biocontenimento, siamo perfettamente attrezzati per questo tipo di trasporto in piena sicurezza, non è il primo che facciamo, in questo periodo ne abbiamo fatti sia in Italia che all’estero”.

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