Violento pestaggio a Roma: branco aggredisce due 19enni, nessuno interviene. Il video finisce su YouTube

lunedì 8 giugno 14:00 - di Fortunata Cerri
pestaggio

Un pestaggio violento in pieno centro a Roma. Un gruppo di circa dieci ragazzi ha aggredito due 19enni la notte tra sabato e domenica scorsi tra Corso Trieste e via Topino. Nel cuore del quartiere Trieste a Roma. I due giovani, vittime della violenza, sono andati a farsi medicare all’Umberto I. Un giovane ha riportato una prognosi di venticinque giorni per un trauma cranico. L’altro giovane a causa della violenza subita ha avuto la rottura del naso. Le vittime hanno poi presentato denuncia al commissariato Salario Parioli.

Pestaggio a Corso Trieste

La scena dell’aggressione violenta è stata ripresa con un telefonino e postata su Youtube. Ma nessuno ha chiamato la polizia. Nel video si vedono i due ragazzi aggrediti in mezzo alla strada al passaggio di macchine e scooter ma nessuno si ferma per dare l’allarme.

La ricostruzione dell’aggressione

Come ricostruisce il Messaggero che ha pubblicato il video  due comitive si sono date appuntamento a Corso Trieste. Ma dall’epilogo dell’incontro, sembra trattarsi più di un regolamento di conti. Non appena due ragazzi si avvicinano ad un loro coetaneo, questo inizia a prenderli a pugni e scoppia subito una rissa. Come si legge sul Messaggero qualcuno legate alle vittime scrive su Instagram: «È stata un’aggressione». Altri giovani intervengono, non per sedare la rissa, ma per rincarare la dose. Un ragazzo finisce a terra, e viene preso a calci. Le auto passano, qualcuno rallenta e suona il clacson, ma i ragazzi continuano a prendersi a pugni. Solo dopo che si sono resi conto che qualcuno potrebbe chiamare la polizia, i giovani scappano. La scena è stata ripresa da un residente.

Il precedente

Non è la prima volta che a Corso Trieste scoppiano violente aggressioni. Due anni fa dopo numerosi casi di pestaggi da parte di baby gang in azione. I residenti erano passati al contrattacco e avevano costituito il Comitato genitori insieme. Chiedevano più pattuglie per sorvegliare le zone di ritrovo dei giovani, illuminazione, telecamere di sorveglianza.

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