Un albero in memoria di Stefano e Virgilio Mattei nel giardino di via Bibbiena (fotogallery)

martedì 23 giugno 14:45 - di Redazione
mattei
Di fronte alla targa che ricorda Stefano e Virgilio Mattei sul palazzo di via Bernardo da Bibbiena in cui trovarono la morte da oggi dimora un piccolo melo. È stato piantato personalmente, stamattina, da chi non solo ricorda il sacrificio dei fratelli Mattei, ma desidera che la loro memoria resti viva davvero. Anche nei simboli.

Il ricordo di Stefano e Virgilio Mattei

Si è trattato di un momento semplice, cui volutamente non è stata data pubblicità. C’erano le sorelle Antonella e Silvia, i loro mariti, il figlio di Antonella, Federico, alcuni amici storici, altri più recenti e c’era il consigliere municipale Stefano Oddo, che si è fatto promotore di questa iniziativa, dopo averne sostenute altre per rendere il dovuto omaggio alla memoria dei due figli del segretario del Msi di Primavalle Mario Mattei, brutalmente assassinati il 16 aprile del 1973, a 22 e 10 anni, dai militanti di Potere Operaio Achille Lollo, Manlio Grillo e Marino Clavo.

L’anniversario in pieno lockdown

Proprio Oddo ha spiegato il senso della scelta di oggi, concordata con Antonella Mattei. “Sappiamo bene come la quarantena ci abbia socialmente allontanati, anche da quelle che sono celebrazioni solenni come quella in ricordo di Stefano e Virgilio Mattei. Il 16 aprile, quindi, non ci ha visto presenti per le strade nel ricordo di questa tragedia”. Per questo anniversario, infatti, a causa delle norme anti Covid il ricordo dei fratelli Mattei è rimasto affidato all’iniziativa dei singoli, che, alla spicciolata, hanno portato un fiore sul luogo del loro martirio. Ora che quelle norme non sono più così stringenti è arrivata anche la possibilità di una testimonianza più corale, sebbene sempre rispettosa delle restrizioni sanitarie.

Oddo: “Un pensiero sempre vivo”

Il pensiero è sempre vivo e non collegato a una data o sfumato da un potente virus”, ha sottolineato ancora Oddo, chiarendo che il melo, scelto perché Stefano era ghiotto di mele, si trova “proprio nel giardino sottostante la finestra”.  In questo hanno avuto un ruolo anche i condomini. Fra loro c’è chi ancora conserva lo straziante ricordo di quella notte d’aprile di ormai quasi mezzo secolo fa. “Ci hanno dato il permesso di occupare quel piccolo spazio”, ha spiegato Oddo. E alcuni sono scesi dalle loro case per partecipare al momento in cui il melo veniva posto nel terreno. “Annaffiare una piccola pianta, tenerla viva, sarà la metafora di ciò che oggi abbiamo voluto dire, in silenzio e nel rispetto delle nuove norme”, ha concluso Oddo.

   fratelli mattei.   fratelli mattei

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