Sui soldi dal Venezuela i Cinquestelle si difendono come “quelli di prima“

martedì 16 giugno 6:00 - di Francesco Storace
Maduro Cinquestelle Venezuela

Indossano i guanti antiCovid e quindi è difficile  mostrare le mani pulite, ma la giornata di ieri è stata abbastanza chiarificatrice sull’ipocrisia dei Cinquestelle. La storia dei finanziamenti dal Venezuela – tre magnifici milioni e mezzo – ha avuto l’effetto di un terribile scapaccione. Inevitabili le urla al Gomblotto, come è abitudine della Gran Casa degli Onesti per Statuto.

La faccia più tosta è stata quella del cosiddetto ministro della giustizia. Alfonso Bonafede, che subito ha sparato a zero su chi chiede notizie sulla denuncia del giornale spagnolo “ABC”, e ha grondato vergogna per la memoria di Gianroberto Casaleggio.

Cinquestelle in difficoltà sui soldi dal Venezuela

Il guardasigilli – poveri noi – aveva appena festeggiato la fine delle trasmissioni di Giletti, l’unico a chiedergli conto delle nefandezze a via Arenula, e non si rende conto che semmai deve spiegare lui perché non è stata ancora aperta alcuna inchiesta. Se la storiaccia dei finanziamenti venezuelani avesse riguardato qualunque altro partito, i suoi compari di partito avrebbero già strillato ladri. Ora non si può neanche chiedere se è vero quello che abbiamo letto.

Commenti

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  • Mario Salvatore Manca 16 giugno 2020

    Piano piano la verità viene sempre a galla. All’epoca dell’Unione Sovietica, erano diventati quasi di dominio pubblico i lauti finanziamenti che il partito comunista italiano riceveva dal Kremlino. Che fine abbiano fatto tali finanziamenti non si è mai saputo chiaramente, o comunque lo si sapeva, “ma non si doveva sapere”.
    Ora saltano fuori i fondi venezuelani ricevuti dal comunista (che cosa poteva essere altro?) Chavez a favore dei pentastellati, che ora smentiscono inviperiti e scandalizzati (guai a toccarli!). Ma siamo tranquilli, che presto o tardi la verità salterà fuori. I signori della sinistra – qualsiasi denominazione abbiano – non si smentiscono mai.
    Quello che a me, come cattolico, torna peggio di un pugno nello stomaco è quel “dono” fatto dal dittatore boliviano (o venezuelano?) Chavez al Papa Francesco, di quel Crocifisso adorno alla base di falce e martello. Davvero quell’immagine la digerii come un fico d’India all’arsenico (con tutta la buccia) e ingollatomi con uno strofinaccio imbevuto di stricnina, cacciato dentro con un manico di scopa. Ho reso l’idea?

  • Giuseppe Forconi 16 giugno 2020

    Se avete pazienza e circa 18 anni di eta’, forse nel 2099 potrete sapere qualche cosa sul denaro venezuelano. Prima di quella data e’ tuitto sotto secreto di stato, abbiate pazienza ma la sinistra deve prima studiare come rigirare la frittata.

  • sergio la terza 16 giugno 2020

    SONO I SOLITI POLTRONISTI E PORTAFOGLISTII.

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