Scuola sempre più nel caos, ora il ministro Speranza ipotizza nuove modifiche

domenica 28 giugno 12:30 - di Guido Liberati

Lucia Azzolina? Il “peggior ministro possibile immaginabile. Quando mi dice serenamente che un milione di bimbi e di ragazzi non troveranno posto in classe, si dimetta”. Matteo Salvini è tornato a parlare della ministra dell’Istruzione, rispondendo durante il suo tour nelle Marche, alle domande dei giornalisti. “Una che dice un milione di bimbi non possono andare a scuola per rispettare la normativa è una incompetente, arrogante, inconcludente. Quindi, io mia figlia con la mascherina e chiusa nel plexiglass, in classe o sul tetto non ce la mando”.

Le scuse di Azzolina dopo la topica su Scampia

Intanto non si placano le polemiche, dopo la gaffe su Scampia. Non sono bastate le scuse. La ministra aveva citato l’esempio di una «scuola in un appartamento» nel quartiere periferico di Napoli salvo poi ritrattare e accettare l’invito da parte dei docenti del territorio di andarla a visitare di persona. La Azzolina ha poi contattato il presidente dell’ottava Municipalità del capoluogo campano, Apostolos Paipais, che ne aveva smentito l’esistenza e aveva condannato l’uso «del nome di Scampia come se fosse il male assoluto».

Speranza: “Ingressi scaglionati e mascherine fino ai 6 anni, ma non è detto”

In attesa del fatidico 14 settembre, le norme sono molto confuse. E oggi il ministro della Salute Roberto Speranza non è stato di grande aiuto.  “Oggi – ha detto al Messaggero – ricordiamolo, è in vigore un Dpcm che prevede l’uso delle mascherine nei luoghi al chiuso aperti al pubblico. Dai sei anni in su. Due settimane prima dell’inizio delle lezioni valuteremo la situazione con il Cts, studieremo i numeri dell’epidemia. E potremmo pensare anche a provvedimenti differenti da regione a regione”. In pratica, si naviga a vista. Poi, sul fronte tamponi, “stiamo lavorando su due idee del Cts: test sierologici al personale prima della riapertura; tamponi molecolari a campione durante l’anno scolastico. Vorrei far passare un messaggio: la scuola è la priorità assoluta, lavoreremo con tutte le energie per la riapertura in sicurezza”.

Scuola nel caos, la denuncia di FdI

Il problema è molto più articolato, come denuncia Fratelli d’Italia.  “Le modalità per garantire la riapertura delle scuole sono state delegate ai dirigenti scolastici utilizzando come pretesto l’autonomia scolastica. Di fatto i dirigenti sono stati abbandonati a loro stessi. Il tutto senza aggiungere le risorse necessarie per garantire adeguati spazi con il rischio reale che almeno il 40% delle scuole non potrà rispettare queste indicazioni”. Paola Frassinetti ed Ella Bucalo, rispettivamente vicepresidente commissione Cultura della Camera e responsabile FdI istruzione e scuola, palesano le altre difficoltà evidenti. “Ci vorrebbero risorse per aumentare l’organico del personale docente e ATA in quanto risulta insufficiente rispetto alla gestione dell’aumento delle classi, degli orari essendo previsti i turni, e della sopravvenuta necessità di controllo, vigilanza e sanificazione.  Non si comprende poi la finalità didattica di modificare orari e gruppi classe. FDI – concludono Frassinetti e Bucalo – considera queste linee guida generiche, tardive e confuse: le vere necessità sarebbero la riduzione del numero degli alunni per classe, per evitare le classi pollaio, l’aumento dell’organico e gli investimenti nell’edilizia scolastica”.

 

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