Scandalo Palamara, Meloni all’attacco: la sua espulsione non basta. Ora fuori tutti i magistrati coinvolti

domenica 21 giugno 17:12 - di Bianca Conte
Meloni su Palamara dalla pagina Fb della leader FdI

«L’espulsione di Palamara dall’Anm è un buon segnale, ma non basta». Lo scrive su Facebook il presidente di Fdi, Giorgia Meloni. In un posto in cui, tra commento e foto, fa il punto sullo scandalo che ha travolto il pm e sulla decisione dell’Anm. Tanto che, nel suo post, divenuto virale, la leader di Fratelli d’Italia aggiunge e spiega: «Anche alla luce delle sue gravissime dichiarazioni di quest’oggi alla stampa, in cui è sempre più chiara la logica delle spartizioni tra correnti all’interno di certa magistratura, Fratelli d’Italia continua a chiedere le dimissioni immediate di tutti i magistrati coinvolti nello scandalo. Come pure, un sorteggio per le nomine in seno al Csm. Dobbiamo sciogliere una volta per tutte il pericoloso intreccio tra magistratura e politica: lo dobbiamo ai tanti magistrati che ogni giorno servono con onore lo Stato italiano e, soprattutto, alla credibilità della Giustizia italiana».

Scandalo Palamara, Meloni all’attacco

Insomma, la Meloni lo ribadisce forte e chiaro: l’espulsione di Luca Palamara dall’Anm non è sufficiente. E non può bastare. Tanto che, a stretto giro dall’approvazione della decisione dell’Anm, la presidente di FdI chiede le dimissioni immediate di tutti i magistrati coinvolti nello scandalo. E rilancia anche su un sorteggio per le nomine in seno al Csm. Dunque, il caso monta ancora. Specie dopo che, in un’intervista a Repubblica, il magistrato travolto dallo scandalo accreditato a suon di intercettazioni, e sotto inchiesta a Perugia per corruzione, ha detto (tra le tante cose e i nomi fatti): «Perché Palamara non si è svegliato una mattina e ha inventato il sistema delle correnti. Ma ha agito e ha operato facendo accordi per trovare un equilibrio e gestire il potere interno alla magistratura». E ancora: «La Costituzione ha voluto che la magistratura fosse autonoma e indipendente. Per esercitare questo potere i magistrati hanno scelto di organizzarsi in correnti che nascono con gli ideali più nobili, ma che storicamente hanno poi subito un processo degenerativo». E degenerazione c’è stata: ultima stoccata al mondo di cui è emanazione l’ex pm di Roma sulla difensiva. L’ennesimo colpo inferto a un intero sistema, sotto scacco e a rischio implosione definitiva…

Commenti

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  • lamberto lari 23 giugno 2020

    Carissima Giorgia, apprezzo il tuo caloroso suggerimento alle dimissioni di quella cordata strutturata e organizzata con imprinting e imprimatur di Palamara, però sei troppo morbida non volermene, io solleciterei invece l’intervento di quella (mi si perdoni il termine) “mummia” del nostro presidente della Repubblica che dovrebbe licenziare come nemici ed attentatori della democrazia tutti quei magistrati che partecipando a quelle “riunioni di famiglia” si spartivano lo stato di diritto!! Purtroppo sono tanti, dispiace dirlo, ma questo è il risultato di non aver voluto intervenire prima molto prima, alle prime avvisaglie con un chiaro “alto la”. L’eccesso di tolleranza associato forse ad un finto pudore di far trasparire questo apparato che si stava negli anni consolidando ed ampliando, coinvolgendo un numero sempre più alto di magistrati vuoi per ambizioni carrieristiche, vuoi per soddisfare la sete di potere, vuoi per interessi personali, vuoi perché costretti a volte (di necessità virtù) ecc..ha portato oggi alla fotografia della magistratura che è sotto gli occhi di tutti. Non è sufficiente far cadere qualche testa, va smantellato l’intero apparato (l’antimafia insegna). A casa con infamia i marcioni (meglio se in galera). Magistratura libera, con magistrati onesti intellettualmente, ma controllati da un organo super parte.

  • Menono Incariola 22 giugno 2020

    Molto semplicemente, NON SI DOVREBBERO PERMETTERE CORRENTI DI QUALSIVOGLIA NATURA, A QUALSIVOGLIA TITOLO, ALL’INTERNO DELLA MAGISTRATURA. E qualunque magistrato che si “lasciasse sfuggire” un solo accenno di posizione personale, dovrebbe OBBLIGATORIAMENTE LASCIARE IL PROPRIO INCARICO ESSENDO VENUTA MENO LA SUA POSIZIONE SUPER PARTES.

  • Pino 22 giugno 2020

    TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE il giusto commento a partire dal Presidente della Repubblica. Già l’aquila della canuta testa non inganni, egli, ha vissuto anche il CSM fino alle sue votazioni, è un magistrato di lungo corso, lunghissimo. Pericoloso pensare ad una persona di elevata età che, immersa fino al collo in acque di cui nulla capiva, sapeva, vedeva e sentiva che poi giunge alla presidenza della repubblica ? e del CSM è il presidenteeeeeee, se ne vedono i risultati, NON poteva ignorare altrimenti è da ricovero non da presidenza. In realtà da ricovero sono gli italiani che ancora non trovano il coraggio di toglierselo di mezzo, lui, i monti i mortadella gli zingari grandi o piccoletti, gli zingaretti, il pinocchio fiorentino e il finocchio contadino, il conte che regalava il nostro mare ai francesi e via dicendo ! tutti insieme appassionatamente chi sopra chi sotto !

  • Franz 22 giugno 2020

    L’associazione magistrati è un’altra P2 fatta per deligittimare la volontà popolare. Va abolita.

  • Rimondini Renato 21 giugno 2020

    Il caso Palanara non unico nelle figuracce della magistratura italiana deve farci riflettere sulla Costituzione nel ’46 un protezionismo x la magistratura era necessario ma come insegna la teoria sulle élites da possibili vittime sono diventati veri dittatori

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