Porro fuori di sé: «Ecco tutte le balle di Conte. Questo governo di terrapiattisti andrebbe cacciato» (video)

giovedì 4 giugno 15:10 - di Gabriele Alberti
Porro

“Zuppa” particolarmente piccante quella odierna di Nicola Porro. Letteralmente scatenato contro le promesse da libro dei sogni del premier Conte, come l’ha definito Luca Zaia sul Corriere. Subito si sfoga sulle balle raccontate dal premier e dai suoi corifei, ossia la stampa governativa: “I governativi Corriere, Avvenire e Foglio – incalza- non ridono all’idea rilanciata del Ponte  sullo Stretto?. La app Immuni è un cagata pazzesca,  ma eccita i progressisti solo perchè dà un’immagine sessista. I grillini – aggiunge –  ora godono per lo sgombero di CasaPound: ridicoli”.  Non c’è da ridere per Porro. La situazione è grave. Se la ride sarcasticamente  leggendo sul Corriere come Conte vorrà spendere i 196 miliardi. “Ve l’immaginate?Secondo voi sanno come spenderli questi soldi questi fenomeni di terrapiattisti? Ma litigherebbero anche per comprarsi le Golia…”. “Litigano su tutto su come semplificare: il Pd non vuole commissari, ma Renzi sì . Litigano pure su chi deve dare loroi soldi”. Mes o non Mes? Un caos. E c’è pure chi ci crede. “L’arciduca Conte racconta balle. Quando lo sento parlare che si farà la Tav e quando lo sento parlare di semplificazione non ci credo. Perché è esattamente il motivo per cui siamo arrivato a dove siamo ora, senza queste infrastrutture basilari”.

“Abbiamo perso 400mila posti di lavoro”

E’ sconsolato infatti, Porro, che anche il Correre creda nella ripresa assicurata da Conte: “Presto incontro con le parti sociali”, titola. Ma  che ci fai di Landini, Barbagallo e Furlan? Ci fai il sugo…”, si scalda Porro. Altra balla sono  gli Stati generali dell’economia: “Minchiata. I giornali governativi lo sanno che in questi mesi di lockdown abbiamo 400mila posti di lavoro? E la che disoccupazione diminuisce perché c’è meno gente che lo cerca? Questa rassegnazione significa morte civile”. Altra boutade: gli statali preferiscono rimanere a casa con il telelavoro. Ebbene, esclama Porro: “dovremo esultare e dire loro bravi? Bravi sono i commercianti, i piccoli negozianti che non hanno il telelavoro e neanche la cassa integrazione. Gli statali hanno l’unica frustrazione di lavorare senza che il merito venga valutato. ma se permettete, frustrazione ben più grave ce l’hanno le imprese sull’orlo del fallimento….”. Porro alle  favole di Conte ribatte con la vera notizia del giorno di oggi: “La dà il Mattino: lo stabilimento di Pomigliano non aprirà”. Qui c’è la sfuriata finale di Porro: .” Avrebbero potuto capire che più importante di monopattini è l’industria dell’automobile in Italia?. A calci in c…andrebbero cacciati”.    

Commenti

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  • Maurizio Giannotti 5 giugno 2020

    Giusto Porro! E allora cosa dovremmo fare con il Signore che sul seggiolone del Colle assiste impotente e SENZA BATTERE CIGLIO alla rovina in cui questi improvvisati governatori di Paperopoli hanno cacciato il Paese???Farlo dimettere, magari poi per trovarci al suo posto una Mortadella rancida?????

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