Pamela, lo zio: «Per lei non si inginocchiano. Tutte le vite contano, al di là della covenienza politica»

giovedì 11 giugno 12:28 - di Greta Paolucci
Pamela Mastropietro, foto Ansa

In giorni in cui il mondo , sconvolto dal caso Floyd, si commuove e si mobilita per la morte dell’afroamericano, c’è anche chi si interroga su una sorte di democrazia a corrente alternata della memoria e del dolore. Nessuno s’è inginocchiato per Pamela Mastropietro. E suo zio, Marco Valerio Verni, in un’intervista in esclusiva rilasciata al Giornale, con garbo e fermezza torna sulla vicenda e sulla reazione di politica e società a quel terribile massacro. Ed è costretto ad ammettere a rilevare amaramente che nessuno si è inginocchiato per sua nipote, violentata, uccisa e scarnificata.  Che «purtroppo no, qui da noi, rispetto ad una ragazza violentata. Uccisa con due coltellate. Depezzata chirurgicamente, scarnificata, esanguata. Asportata di tutti i suoi organi interni, lavata con la varechina, messa in due trolley ed abbandonata sul ciglio di una strada, ha fatto quasi più scalpore l’uovo lanciato nell’occhio delle discobola Daisy Osakue. Fatto anch’esso da condannare, ma di cui è chiara a tutti la diversa drammaticità rispetto al primo».

Parla lo zio di Pamela: nessuno s’è inginocchiato per lei

Tutte le vite contano. Anche quella di Pamela dunque. E per rilanciare un messaggio etico e sociale di questa portata, lo zio di Pamela si è inginocchiato nei pressi della palazzina di via Spalato, dove è stata massacrata la nipote. Tutte le vite contano: ed è importante sottolinearlo chiaramente, specie in questi giorni con il mondo sconvolto dal caso Floyd. In un pianeta che si è mobilitato per rimarcare la disumanità di una morte violenta e assurda. Tutte le vite contano: e il gesto simbolico dello zio di Pamela lo ribadisce, una volta di più. Un uomo toccato dalla tragedia così da vicino e più che mai costretto a drammatici confronti… «Tutte le vite sono importanti», ha dichiarato dunque l’uomo. Poi ha aggiunto: «Sogno il giorno in cui ci si inginocchierà per qualsiasi vita ingiustamente portata via da questa terra». E ancora: «Tutte le vite dovrebbero essere ritenute importanti. Non solo alcune, a seconda della convenienza politica, mediatica o di altra natura».

Nessuno si è inginocchiato per lei

Già, la promozione mediatica e la convenienza politica. «La storia di Pamela è la sintesi di diverse tematiche scomode per una certa cultura, la stessa che adesso spinge le folle nelle piazze», rimarca dolorosamente lo zio della vittima. Non a caso, come nota lo stesso Marco Valerio Verni in un altro passaggio dell’intervista al Giornale, «ricevo tanti messaggi di gente che mi chiede e si domanda come mai la stessa attenzione non si sia avuta proprio per Pamela, o per altri casi in cui il carnefice, o i carnefici, erano di colore». Tanto che poi, a stretto giro l’intervistato ribadisce: «Rispetto chi manifesta per Floyd. Anche io ho trovato assurda la sua morte. Anzi, uccisione. Certo, mi sarebbe piaciuto vedere la stessa mobilitazione per mia nipote e per denunciare altre vicende orrende».

La memoria dovrebbe essere “democratica”

E così, quando il giornalista chiede allo zio della vittima un commento al fatto che la trovata  ( l’inginocchio della Boldrini e compagni alla Camera ndr) è stata stigmatizzata dalle opposizioni, Verni risponde: «Beh, mi ha fatto piacere che qualcuno si sia ricordato di Pamela, ma la memoria dovrebbe essere costante e soprattutto democratica. Sogno il giorno in cui ci si inginocchierà per qualsiasi vita ingiustamente portata via da questa terra, secondo il concetto che all lives matter».

 

 

Commenti

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  • Domenico 11 giugno 2020

    I parlamentari del centro destra devono chiedere un minuto di silenzio per tutte le
    volte che vengono massacrati i cristiani nel mondo.

  • Anna Maria 11 giugno 2020

    Ha totalmente ragione lo zio di Pamela quella povera ragazza stuprata, uccisa e poi orrendamente mutilata per mano, questa volta, di assassini neri. Com’è mai che i vari compagnucci Boldrini in primis si sono inginocchiati alla Camera per la morte dell’afroamericano Floyd e non si sono inginocchiati per la morte di Pamela??? Forse perché Pamela era bianca???? PAMELA NON ERA UN ESSERE UMANO DI SERIE B, ERA UN ESSERE UMANO, AL DI LÀ DELLE VARIE STRUMENTAZIONI POLITICHE TIRATE IN BALLO DAI SOLITI TRITI E RITRITI SINISTRI! PAMELA E COME LEI TANTE ALTRE RAGAZZE ORRENDAMENTE ASSASSINATE MERITA IL MASSIMO RISPETTO, RISPETTO DOVUTO A QUALUNQUE ESSERE UMANO SIA ESSO BIANCO, NERO, GIALLO, ROSSO, ANCHE PERCHÉ RIPETO NON CI SONO ESSERI UMANI PIÙ O MENO IMPORTANTI DI ALTRI, TUTTE LE VITE SONO IMPORTANTI E NESSUN UOMO BIANCO, NERO, ROSSO O GIALLO DOVREBBE METTERE FINE ALLA VITA DI UN SUO SIMILE, SALVO ASSUMERSI TUTTE LE RESPONSABILITÀ DEL CASO ED ESSERE CONDANNATO AL MASSIMO DELLA PENA PREVISTA!!

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