Mattarella a Bergamo per ricordare le vittime del virus: «Qui il cuore dell’Italia ferita»

lunedì 29 giugno 11:18 - di Redazione
Mattarella

«Qui c’è l’Italia che ha sofferto, che è stata ferita, che ha pianto». «Qui» è Bergamo, la città che ha pagato il più alto tributo di vite al coronavirus. Una tappa del dolore e del lutto che il presidente Sergio Mattarella non poteva mancare. Alle sue spalle, l’ingresso del cimitero monumentale della città. Nella fase acuta dell’epidemia era affollato di mezzi dell’esercito stipate di bare. Scene che rinviavano ad altre epoche e che erano, purtroppo, attualissime. «Ricordare i nostri morti – ha ricordato Mattarella – significa riflettere, seriamente, con rigorosa precisione, su ciò che non ha funzionato, sulle carenze di sistema, sugli errori da evitare di ripetere». Un monito quanto mai opportuno, quello del Presidente, anche alla luce delle tante, troppe polemiche registrate durante l’emergenza sanitaria.

Mattarella ha parlato davanti al Cimitero monumentale

Proprio questa provincia, infatti, è stata teatro di uno scaricabarile istituzionale circa la responsabilità di perimetrare la “zona rossa” nei comuni di Nembro e di Alzano Lombardo. Ne è nata anche un’inchiesta giudiziaria, tuttora in corso. Mattarella non vi fa fatto esplicito riferimento, né avrebbe potuto. Ma è indubbio che anche ai quei dolorosi frangenti si riferisse quando ha esortato a «fare memoria».  «Significa – ha spiegato – anzitutto ricordare i nostri morti e significa anche assumere piena consapevolezza di quel che è accaduto. Senza cedere alla tentazione illusoria di mettere tra parentesi questi mesi drammatici per riprendere come prima».

Presenti il governatore Fontana e tutti i sindaci della provincia

Ad ascoltare le parole del capo dello Stato, il  governatore lombardo Attilio Fontana e i 324 sindaci dei Comuni della provincia, in rappresentanza dei loro cittadini. Poco prima della Messa di requiem di Gaetano Donizetti, Mattarella aveva ribadito come «la strada della ripartenza sia stretta e in salita». Per poi aggiungere: Va percorsa con coraggio e determinazione. Con tenacia, con ostinazione, con spirito di sacrificio. Sono le doti di questa terra, che oggi parlano a tutta l’Italia per dire che insieme possiamo guardare con fiducia al nostro futuro». Il Presidente ha concluso esortando gli italiani, i bergamaschi in particolare, ad «uscire guardando avanti». Con la «volontà di cambiare e di ricostruire che hanno avuto altre generazioni prima della nostra».

 

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