“Maresciallo, prima o poi taglio la gola a un italiano”: irregolare pachistano espulso

venerdì 19 giugno 17:19 - di Davide Ventola
pachistano

“Io taglio la gola a qualche italiano, farò vedere scorrere il sangue”. “Se avessi un fucile sparerei a tutti”. “Ho il camion, andrò addosso alla folla e ucciderò tutti”. Così un trentunenne pachistano, dopo il fermo da parte dei carabinieri. L’immigrato irregolare, il 25 maggio scorso è stato arrestato a Novellara (Reggio Emilia) per il furto di una bici, per resistenza e per minacce. Successivamente, ha reiterato diverse minacce di un attentato, rivolgendosi direttamente agli uomini dell’Arma. E proprio oggi il giudice ha disposto l’espulsione.

Il 25 maggio l’ennesimo furto. Stavolta davanti alla caserma dei carabinieri

Il 25 maggio, il clandestino pachistano aveva rubato una bicicletta, proprio davanti alla caserma dei carabinieri di Novellara. Quindi, al momento dell’arresto ha dato in escandescenze, minacciando un attentato. L’uomo, infatti, avrebbe opposto resistenza ai militari. Quindi, in evidente stato di agitazione, avrebbe pronunciato frasi minacciose. “Io taglio la gola a qualche italiano, farò vedere scorrere il sangue”. “Se avessi un fucile sparerei a tutti”. “Ho il camion, andrò addosso alla folla”. E ancora: “ucciderò tutti”. Le dichiarazioni dell’uomo sarebbero proseguite anche durante le fasi di fotosegnalamento dove, rivolgendosi ai carabinieri, avrebbe urlato “vi ammazzo, se avessi un fucile vi sparerei, taglio la gola a tutti”. Infine, rivolgendosi al comandante, peraltro, secondo quanto si apprende, in un momento più collaborativo, avrebbe detto anche “maresciallo, io non voglio uccidere un italiano ma sono sicuro che arriverò a farlo se non mi mandate via” proseguendo con frasi nella sua lingua madre. Le dichiarazioni dell’uomo sarebbero proseguite anche durante le fasi di fotosegnalamento dove, rivolgendosi ai carabinieri, avrebbe urlato “vi ammazzo, se avessi un fucile vi sparerei, taglio la gola a tutti”. Infine, rivolgendosi al comandante, peraltro, secondo quanto si apprende, in un momento più collaborativo, avrebbe detto anche “maresciallo, io non voglio uccidere un italiano ma sono sicuro che arriverò a farlo se non mi mandate via” proseguendo con frasi nella sua lingua madre. Minacce che hanno ricordato la follia di un nordafricano di Torino, che il 23 febbraio 2019 ha sgozzato un passante. Solo per il gusto di uccidere un italiano. 

Il pachistano era già stato espulso dall’Italia una volta

Dopo l’arresto, il 31enne è stato sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione polizia giudiziaria fino a oggi, giorno del processo. L’uomo ha patteggiato la pena, ma non è tornato a casa: pendente a suo carico, infatti, c’era un provvedimento di espulsione emesso dal Questore di Reggio Emilia il 30 maggio 2017, reiterato il 27 maggio scorso a seguito dell’arresto. L’uomo, quindi, è stato accompagnato in Questura e, al termine delle formalità di rito è stato a accompagnato in un centro di permeanza per il successivo rimpatrio in Pakistan.

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