L’Oms: «In Europa crescono contagi e decessi. Prepariamoci alla seconda ondata»

giovedì 25 giugno 16:08 - di Aldo Garcon
Oms

L’Oms lancia un nuovo allarme. «La scorsa settimana, l’Europa ha visto un aumento dei casi settimanali di Covid-19 per la prima volta da mesi. Per settimane ho parlato di questo rischio e in diversi paesi in Europa. Questo rischio è diventato realtà. Trenta Paesi hanno visto un aumento di nuovi casi cumulativi nelle ultime due settimane». A dirlo Hans Kluge, direttore regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

«In 11 di questi Paesi – ha aggiunto – la trasmissione accelerata ha portato a una ripresa molto significativa che, se non controllata, spingerebbe di nuovo i sistemi sanitari sull’orlo della crisi. Paesi come Polonia, Germania, Spagna e Israele hanno reagito rapidamente ai pericolosi focolai di Covid-19. Associati a scuole, miniere di carbone e ambienti di produzione alimentare verificatisi nelle ultime settimane. Mi congratulo con le autorità. E mi congratulo con le popolazioni che seguono le misure di distanziamento e indossano le mascherine».

L’Oms: 20mila nuovi casi al giorno

«Oltre 2,5 milioni di casi sono stati segnalati in totale nella regione europea – ha proseguito Kluge – ma se c’è una percentuale decrescente di casi globali rispetto all’inizio dell’anno, continuiamo ad avere quasi 20mila nuovi casi e oltre 700 nuovi decessi ogni giorno. A livello globale, con oltre 9 milioni di casi confermati e oltre 400mila morti segnalati all’Oms, la pandemia continua ad accelerare. Con un numero record di nuovi casi di coronavirus segnalati domenica, 183.020 confermati in 24 ore».

Kluge ha poi sottolineato che ancora oggi abbiamo picchi di contagi nella prima ondata in molti Paesi. Siamo ancora nella prima ondata, ma dobbiamo prepararci per l’autunno, quando Covid-19 incontrerà influenza stagionale e polmoniti. Il virus circola ancora attivamente, e non abbiamo farmaci e vaccini specifici efficaci». «Questo deve essere fatto coinvolgendo la comunità – ha spiegato – e se ci sono problemi con l’aderenza alle misure di prevenzione bisogna capire cosa impedisce questa aderenza. E dove questo avviene, intervenendo in quei gruppi di popolazione».

sulla vicenda è intervenuta anche Catherine Smallwood, responsabile emergenze dell’Oms in Europa. «Tutti non vediamo l’ora di avere un “break” estivo. La decisione di quando e dove viaggiare deve essere presa a livello individuale, sulla base di dove si vive e di dove si vuole andare. Bisogna in questo seguire i consigli delle autorità sanitarie e fare scelte sagge, soprattutto considerando chi deve viaggiare, se ci sono soggetti vulnerabili o anziani». «Esistono informazioni attendibili su dove il virus è più presente sui siti delle autorità sanitarie nazionali e su quello dell’Oms. Ci sono ancora rischi associati al coronavirus in molte aree della regione europea. Bisogna considerare questi rischi, badando a chi viaggia. Da dove si parte e dove si va. Bisogna in ogni caso evitare le situazioni in cui non è possibile mantenere il distanziamento fisico. La scelta insomma deve essere individuale, saggia e basata sui consigli delle istituzioni sanitarie».

 

 

Commenti

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  • Paolo 25 giugno 2020

    Finiamola con queste cavolate pro virus, poi vci si lamenta che per la manifestazione del 4 luglio la prefettura, organo comunque di regime, abbia autorizzato solo 2000 persone. Diamo sempre retta a tutti sti geni che campano sulla paura del virus e andremo sempre meglio, un bel vaffa come da tradizione grillina ci vorrebbe in

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