L’oltraggio di Conte alla medaglia d’oro Spartaco Schergat, eroe dell’impresa di Alessandria d’Egitto

giovedì 18 giugno 12:06 - di Roberto Menia
Spartaco Schergat

Ricordo che, quand’ero studente all’università a Trieste, c’era un bidello, buono, riservato, umile… seppi solo dopo qualche anno che quel bidello si chiamava Spartaco Schergat. L’Italia non aveva saputo dargli di più che un posto di custode. Era un esule istriano ma era soprattutto una Medaglia d’Oro. Il Palombaro Spartaco Schergat (da Capodistria), con il suo ufficiale, il capitano Antonio Marceglia (da Pirano d’Istria), furono tra gli eroi dell’impresa di Alessandria d’Egitto compiuta nella notte tra il 18 e il 19 dicembre 1941: 6 uomini della Xª Flottiglia MAS della Regia Marina, a bordo di tre mezzi d’assalto subacquei (siluri a lenta corsa, altrimenti detti “maiali”) penetrarono nel porto di Alessandria d’Egitto affondando due navi da guerra inglesi e danneggiandone altrettante. Schergat e Marceglia, sul maiale nº 223, attaccarono la corazzata Queen Elizabeth, alla quale agganciarono la testata esplosiva del loro maiale, quindi raggiunsero terra e riuscirono ad allontanarsi da Alessandria, per essere catturati il giorno successivo, riconosciuti per aver usato banconote fuori corso di cui li aveva improvvidamente forniti il servizio segreto militare. Schergat trascorse la sua prigionia in un campo inglese in Palestina. A guerra finita, tornò a Capodistria e venne poi esule a Trieste. La vecchia Capodistria non esisteva più, era ormai la Koper yugoslava. Schergat se n’è andato da questo mondo nel ’96 ma vive ancora il suo ricordo; è stata una gioia, per chi a queste cose tiene ancora, vedere poco più di un anno fa (era il 26 gennaio 2019) battezzare “Spartaco Schergat” la fregata varata ai Cantieri Navali di Riva Trigoso. Ma il destino è sempre imprevedibile e pare accanirsi anche sulle memorie degli italiani dell’Istria, come se essi dovessero subire un eterno castigo per avere amato l’Italia. Tra qualche settimana, il prossimo 12 luglio, ricorrerà il centenario della nascita della medaglia d’oro Spartaco Schergat. E come lo onora l’Italia di “Giuseppi” Conte? Vendendo all’Egitto la fregata a lui intestata. Qualche giorno fa, infatti, il governo ha dato il via libera alla vendita di due fregate Fremm all’Egitto, quella intitolata a Spartaco Schergat e quella intitolata ad Emilio Bianchi, anche lui eroe di Alessandria. L’accordo tra Roma e Il Cairo è stato personalmente chiuso dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dal leader egiziano Al Sisi e la decisione è stata condivisa con i vertici di Fincantieri per un valore stimato di circa 1,2 miliardi di euro. Se la vicenda ha già avuto ripercussioni nella maggioranza di governo, spaccando Pd e 5 stelle, in grossa difficoltà nel sostenere la vendita di armi e navi al governo egiziano su cui pesa come un macigno la vicenda dell’assassinio di Giulio Regeni, anche nell’entourage della Marina Militare qualcuno ha avuto il coraggio di alzare la voce, proprio in occasione del 10 giugno, Festa della Marina. Questa ricorrenza – ha detto l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, ex capo di stato maggiore della Marina – è segnata dall’amarezza per la notizia dell’imminente cessione all’Egitto di Nave Spartaco Schergat e Nave Emilio Bianchi, da poco intestate con solenne cerimonia a due eroiche medaglie d’oro della Marina, in cambio di una possibile esportazione di armamenti verso l’Egitto, i cui contorni sono tutti ancora da definire”. Che tristezza! Così ha scritto un vecchio capodistriano, Pietro Valente, che di Schergat è stato concittadino e amico:“Posso anche non contestare la vendita ma mi farebbe piacere che avessero messo una clausola affinchè il nome rimanesse lo stesso e che la base della nave fosse proprio Alessandria d’Egitto, luogo dell’azione eroica. È solo un sogno. I potenti che decidono sui contratti e i sentimenti hanno fatto il servizio militare?”. Sappiamo già che il suo sogno resterà tale. Ma una cosa abbiamo il diritto di pretendere. A Conte, che si presenta in Parlamento (alla commissione d’inchiesta sulla morte di Giulio Regeni) a riferire sulla vendita delle navi all’Egitto, chiediamo non solo di palesare con chiarezza i risvolti economici, politici, diplomatici di questa fosca operazione, ma anche di chiedere scusa per l’offesa recata a questi eroi d’Italia. E pure la Marina Militare faccia la sua parte, assumendo un impegno solenne ad intitolare due nuove navi a Spartaco Schergat e Emilio Bianchi. E’ il minimo che si possa fare per conservare quell’elementare senso di rispetto e di onore che lo Stato e le sue istituzioni dovrebbero trasmettere.

Commenti

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  • pasquale 19 giugno 2020

    vergogna !!!! ignoranti!!! maleducati !!! mancano di rispetto ai veri eori
    ma i pandestelle e la sinistra pensa agli eroi clandestini

  • sandy caine 19 giugno 2020

    Va eliminato lui e tutti i suoi accoliti; parlare non serve a niente. Siete anche voi che gli date la mano invece di chiamare la gente in piazza tutti i giorni, anche se dubito che gli italioti siano in grado di ribellarsi.

  • Giuseppe Salvia 19 giugno 2020

    Questi governanti senza arte ne parte ignoranti della storia dei nostri maestri……Onore a SPARTACO SCHERGAT …..

  • De Marco 19 giugno 2020

    Stento a crederlo; spero si tratti di una bufala! Il 25 gennaio sono stato a Riva Trigoso per assistere al varo della FREMM intitolata a Emilio Bianchi mio amato Comandante a Varignano nel lontano 1960. Nel ’96 sono stato al funerale di Schergat, anche se non lo avevo mai conosciuto di persona, e oggi SONO INCAZZATO NERO ! Calpestare l’onore della Marina è un gesto imperdonabile e io non vedo l’ora che questi politici mascalzoni si tolgano dai coglioni; siano maledetti loro e chi ancora li voterà

  • mario galletti 19 giugno 2020

    da questa manica di dilettanti con il cervello in pappa del governo non saprei più cosa aspettarmi.

  • Marcello Camici 19 giugno 2020

    Tutto ciò non meraviglia se si pensa a quello che è stato fatto del nostro risorgimento

  • Giuseppe Forconi 19 giugno 2020

    Non c’e’ giorno che passi che non si senta qualche cavolata che questo uomo riesce a fare e a dire, oltre ad offendere la memoria di chi ha lottato per questo Paese.
    No, non puo’ sapere perche’ non ha conoscenza della storia.
    Normalmente se una persona non puo’ dare un preciso indirizzo storico,……. o cambia discorso,…. o non affronta un argomento sconosciuto.
    Ma il nostro uomo, oltre che fregarsene dell’Italia ci fa fare anche figuracce a livello internazionale, come del resto tutti gli altri personaggi della squallida sinistra al potere riescono a fare. Povera Italia, a quando il cambio della guardia???

  • Maurizio Muscas 19 giugno 2020

    Marina Militare? Pagliacci che fuggono davanti ai turchi a Cipro e scafisti Libia Italia….

  • Cervohold 19 giugno 2020

    Cosa non si fa per il vile denaro, quei cialtroni social-catto-comunisti che ci governano, ignoranti della storia patria e negazionisti del passato, non sarebbero neanche degni di leccare i piedi agli eroi di Alessandria d’Egitto; per loro e i loro sostenitori contano di più gli “eroi di oggi” alla Regeni………….che schifo……………per quanto tempo ancora dovremo essere angariati da questi drogati del potere ?

  • giovanna 18 giugno 2020

    Sempre più in basso.

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