Anpi senza freni: Musumeci ha scritto un libro sul fascista Anfuso, si deve dimettere

sabato 27 giugno 17:01 - di Adele Sirocchi
Anpi Musumeci

Dopo il caso delle poesie dell’assessore Alberto Samonà, l’antifascismo in Sicilia punta direttamente alla figura del governatore Nello Musumeci. Quale sarebbe il suo torto? Avere scritto un libro su Filippo Anfuso. E’ l’Anpi Sicilia a scagliarsi contro Musumeci chiedendone le dimissioni. “Ci viene questa volta segnalato il libro “L’ambasciatore Anfuso, Duce con voi fino alla morte” del Presidente della Regione Nello Musumeci. Un’agiografia di una triste figura del regime fascista, Filippo Anfuso, probabile responsabile dell’uccisione dei fratelli Carlo e Nello Rosselli in Francia”.

L’Anpi chiede le dimissioni di Musumeci

“Ci chiediamo come si possa essere nostalgici del fascismo e nello stesso tempo rappresentare le istituzioni della nostra Repubblica”. Così tuona l’Anpi e lo fa per bocca di Ottavio Terranova (presidente Anpi Sicilia) ed Angelo Ficarra.

Per l’Anpi scrivere un libro è apologia di fascismo

“Non basta cancellare il proprio profilo facebook per chiudere i conti con un passato che si vuole evidentemente nascondere- dicono i due –  Ci saremmo aspettati una presa di posizione chiara, una dichiarazione precisa che definisse il nazismo ed il fascismo mali assoluti”.

Anfuso assolto per l’omicidio dei fratelli Rosselli

Ora, a parte che scrivere un libro su un personaggio del Ventennio non è ancora un reato, ma l’Anpi ignora con una sconcertante dose di malafede che Anfuso subì due processi per l’uccisione dei fratelli Rosselli. E sempre ne uscì con l’assoluzione. Basta leggere, in proposito, la biografia di Anfuso sull’Enciclopedia Treccani. Un passaggio è appunto dedicato alla vienda. “Rifugiatosi in Francia, venne arrestato per l’assassinio dei fratelli Rosselli. Passò tre anni (1945-47) nelle prigioni della Santé, Fresnes e Nanterre, nelle quali scrisse il suo libro di ricordi, pubblicato a Parigi nel 1949 con il titolo Du Palais de Venise au lac de Garde. Assolto dall’imputazione, si trasferì in Spagna dove fu ben accolto dagli ambienti franchisti, tanto da poter riprendere un’attività giornalistica, scrivendo, a firma Argenti, commenti di politica estera su La Tarde. Anche la Corte di assise di Perugia lo assolveva con formula piena, il 14 ott. 1949, dall’omicidio Rosselli”.

Fu deputato per il Msi in due legislature

Ancora più sorprendente il fatto che l’Anpi non consideri che Anfuso fu eletto per due volte deputato del Parlamento italiano con il Msi, nel 1953 e nel 1958, senza che ciò costituisse scandalo. E non era passato neanche un decennio dalla fine della guerra. L’antifascismo era allora, evidentemente, in mani meno ignoranti e fanatiche di quelle attuali. Non solo, ma Anfuso morì proprio mentre era impegnato nei lavori parlamentari. Ed era talmente stimato che la commemorazione alla Camera fu pronunciata direttamente dal premier dell’epoca: Aldo Moro. Inoltre Anfuso, ambasciatore italiano a Berlino negli anni Trenta, è personaggio di primo piano le cui testimonianze – anche per l’amicizia che lo legava a Galeazzo Ciano –  risultano preziose per ogni serio storico che voglia avvicinarsi al fascismo senza pregiudizi ideologici. Ne è prova il fatto che le sue Memorie sono state pubblicate in Francia tre anni fa senza essere accompagnate dalle strumentalizzazione che oggi  scaturiscono da quel mix di ignoranza e ottusità che alberga ormai nell’Anpi.

Commenti

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  • Andrea Marconcini 28 giugno 2020

    Credo che il presidente di Regione Sicilia abbia tutto il diritto di scrivere libri anche se si tratta di fascisti,comunisti,democristiani e così di seguito perché è bene conoscere tutte quante le figure che hanno colorato la nostra storia.Quello che invece desidererei dal Presidente e dai suoi illustri colleghi Deputati in particolare ,è uno scatto di dignità che li portasse finalmente a cancellare la vergogna e l’ignominia dei vitalizi alle mogli, ai figli o addirittura ai nipoti.Questa ingiustizia grossa come un continente non può continuare a esistere.

  • Francesco Cortese 28 giugno 2020

    Ho questo libro con dedica firmata da un giovane Nello Musumeci e vorrei sapere cosa c’è da condannare in questo scritto. Forse l’Anpi dimentica che S.E. Anfuso è stato un deputato della Repubblica Italiana!

  • Roberto 28 giugno 2020

    Bisognerebbe dire a questi soggetti che si sono dimenticati di inserire tra i mali assoluti il comunismo e che loro dovrebbero prendere le distanze da quella infame ideologia.

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