In nome di George Floyd vandalizzate a Bruxelles le statue del re Leopoldo II

venerdì 5 giugno 16:03 - di Adele Sirocchi

Com’era già accaduto con le statue di Cristoforo Colombo la furia del movimento Black Lives Matter si abbatte sulle statue di Leopoldo II in Belgio. Le proteste che stanno da giorni infiammando l’America dopo la morte dell’afroamericano George Floyd a causa dell’arresto violento subìto, sifanno sentire anche  a Bruxelles. Qui oltre 30mila persone hanno firmato una petizione per richiedere la rimozione delle statue di Leopoldo II, il sovrano belga che regnò dal 1865 al 1909 contrassegnando l’epoca del colonialismo del Belgio. “La petizione online – leggiamo sul sito Insideover -chiede di rimuovere tutte le sue statue poiché stonerebbero con il carattere multiculturale e multietnico di Bruxelles e del Belgio, in quanto Leopoldo II viene accusato di essere colpevole di un genocidio nel Congo, ex colonia belga, e di aver compiuto atrocità contro la popolazione locale a cavallo tra il XIX e il XX secolo. “Bruxelles con i suoi 118 quartieri rappresenta quasi 200 nazionalità. Per questa ragione le statue non trovano posto né nella capitale del Belgio e dell’Europa, né nel resto del Paese,” si legge sulla petizione. Gli autori si sono prefissati l’obiettivo di far rimuovere tutte le statue entro il 30 giugno, sessantesimo anniversario dell’indipendenza del Congo”.

Vandali contro le statue di Leopoldo II

Nei giorni scorsi alcuni monumenti e busti raffiguranti nonsono sfuggiti alla furia vandalica. Una statua è stata irrimediabilmente bruciata ad Anversa. A Gent un busto sempre di Leopoldo II è stato pitturato di rosso sangue e imbrattato con la scritta “I can’t breathe”, frase simbolo dei movimenti “Black Lives Matter”. Nella cittadina fiamminga di Kortrjk il “corso Leopoldo II” è stato rinominato per non fare riferimento a un “pluriomicida” come è stato definito dal consiglio comunale.

Vogliono cambiare i curriculum scolastici?

“Alcuni direttori di scuole in Belgio – scrive ancora Insideover – temono che queste proteste arrivino al punto di pretendere il cambio dei curricula scolastici “per senso di colpa del passato” evitando una discussione onesta sul monarca e condannandolo ex post senza possibilità di dibattito. Il rischio che si corre in Belgio è che chiunque tenti di aprire una discussione a riguardo rischia di essere accusato di razzismo o di essere un nostalgico del periodo coloniale di fine Ottocento. Sebbene vi siano numerosi belgi che supportano l’idea di rimuovere le statue, ci sono altrettanti belgi che riconoscono che lo status del Belgio tra le nazioni europee con un’economia più sviluppata derivi anche dal suo passato coloniale. Perché è necessario sempre differenziare un giusto riconoscimento delle colpe del passato, dalla cancellazione di tutto quello che è stata la propria storia nazionale”.

Le statue vandalizzate di Colombo

Non è la prima volta che, con l’obiettivo di contrastare il suprematismo bianco, si dichiara guerra ai simboli di pietra. Era appunto accaduto in America tre anni fa,contro le statue di Cristoforo Colombo. A dare il la alle proteste  furono gli scontri di Charlottesville, la città della Virginia che vide l’attivista 32enne Heather Heyer investita e uccisa. In quell’occasione i suprematisti bianchi protestavano contro la rimozione della statua del generale dell’esercito confederato Robert Lee quando un’auto si lanciò deliberatamente contro un gruppo di contromanifestanti uccidendo la giovane.

Commenti

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  • Francesco Ciccarelli 5 giugno 2020

    Ovviamente la condanna senza appello di Leopoldo II basta a fare del Belgio un Paese civile, in prima linea per i diritti umani e magari anche da emulare, nonostante i pedofili impuniti (per complicità altolocate?), i musulmani che si fanno le leggi da soli ecc. Ovviamente i contestatori non dicono nulla sui massacri sanguinari in tutta l’Africa che si “liberava” dagli sfruttatori europei! Proprio in Congo i nostri aviatori furono trucidati dai cannibali dopo l’indipendenza di questo paese di bestie!

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