Il Pd (e Di Maio) vogliono scaricare Conte per sostituirlo con il renziano Guerini

mercoledì 10 giugno 12:57 - di Lucio Meo

“Un voto al governo su fase 2 e 3? I voti li danno i cittadini e li daranno nel 2023.Il premier Conte è stato
bravo a rassicurare, una figura non divisiva che ha aiutato gli italiani ad accettare la più grave limitazione della libertà personale. Il giudizio sulla fase 2 lo darò solo quando vedremo i risultati”. I toni gelidi nei confronti del premier Conte e del suo governo sono quelli di Matteo Renzi, ospite di ‘Mattino Cinque‘. “Comunque il governo la smetta con i litigi…”. Senti chi parla: proprio Renzi…
Che forse, come scrivono oggi i giornali, prepara la sua “mossa del cavallo” per disarcionare Conte e piazzare uno dei suoi, con l’avallo del Pd. Che sarebbe stufo delle iniziative solitarie del premier e soprattutto del clima di grande insofferenza del Paese nei confronti dei pasticci economici del governo.

Conte e il malessere del Pd

«L’insofferenza verso il premier non è mai stata così alta nel Pd», rivela un dirigente appena uscito dalla sede del Nazareno, secondo un retroscena pubblicato oggi dalla Stampa di Torino di Carlo Bertini, secondo il quale ci sarebbe anche la longa manus del grillino Di Maio dietro il piano per scalzare Conte. “Se il malumore verso Conte monta tra i suoi ministri, è l’inazione verso ferite aperte da mesi come i casi Mittal, Alitalia e Atlantia ad agitare Zingaretti. Sono le decine di fronti aperti e i fondi europei da gestire, a far dire ai suoi ministri, ‘non abbiamo mica vinto le elezioni, che ci mettiamo a fare la lista delle cose da fare con gli Stati generali’…”, ricostruisce il quotidiano torinese.

Neanche il piano Colao avrebbe contribuito a rasserenare gli animi, anzi. Avrebbe solo riacceso polemiche interne al governo e rivalità tra ministri, oltre che la consueta diffidenza del premier nei confronti del manager che ha gestito la task force.

La “bomba” di Maio e il renziano Guerini

La cronaca politica della Stampa riserva però un altro retroscena clamoroso, che riguarderebbe una faida interna ai grillini. “Franceschini, il ministro della Cultura, secondo i rumors che circolano tra i Dem, avrebbe stretto una sorta di patto con Matteo Renzi e Luigi Di Maio: per sostituire Giuseppe Conte con Lorenzo Guerini, un ex democristiano come lui, gran tessitore e personaggio apprezzato in alto loco (specie su al Colle), capace di dialogo a 360 gradi, senza mai indulgere in personalismi. Di Maio rivestirebbe in questo scenario il ruolo di vicepremier”.

Guerini nega, quindi la pista è credibile…

Commenti

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  • adelaide 11 giugno 2020

    Azzolina a casa ha fatto e continua ha fare troppi danni. L’intera scuola Italiana piange per le sue incapacità

  • tommaso bisi griffini 10 giugno 2020

    un pirla vale l’altro. Chiedere ai lodigiani cosa pensano del loro ex sindaco. meglio il coronavirus.

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