Il Garante dei detenuti contro i dl “Sicurezza”. Salvini: «Vogliamo conoscere il tuo stipendio»

venerdì 26 giugno 19:14 - di Michele Pezza
Garante

«Senza un passo indietro del legislatore e un ripensamento globale delle politiche di gestione delle frontiere, il Mediterraneo rischia tuttora di rimanere teatro di violazioni». A parlare, riferendosi alla situazione dei migranti, è Mauro Palma, garante per i diritti dei detenuti e delle persone private della libera personale. Palma ha presentato la sua Relazione annuale al Parlamento. A pochi mesi dalle rivolte carcerarie e a ridosso dei “domiciliari” concessi, causa Covid, ad alcuni mammasantissima ristretti al 41 bis, era lecito attendersi dal Garante dei detenuti una lectio magistralis sull’articolo 27 della Costituzione e sulla funzione rieducativa della pena.

Mauro Palma ha presentato la Relazione annuale al Parlamento

Neppure per un secondo, invece, Palma ha pensato di rinunciare al pistolotto pro-immigrati che tanta tendenza ancora fa e tante simpatie (e non solo) ancora procura nel bel mondo. Forse il suo obiettivo era tutt’altro che politico. O probabilmente immaginava che sollecitare la correzione dei decreti Sicurezza citando Mattarella lo immunizzasse da eventuali attacchi. Ma ha sbagliato calcolo. Quel riferimento è stato per Matteo Salvini come un dito ficcato in un occhio. Del resto, i decreti li ha voluti lui quando sedeva al Viminale.

Il leader leghista: «È il Garante dei delinquenti»

E infatti la sua replica a Palma è arrivata a stretto giro di posta: «Il Garante dei Delinquenti contro i decreti Sicurezza? È la conferma che sono decreti fatti bene». Ad aver bisogno di un “garante”, ha proseguito, «non sono detenuti e spacciatori, ma gli agenti della Polizia Penitenziaria troppo spesso aggrediti, minacciati e perfino denunciati». A rincarare la dose i parlamentari leghisti Molteni e Candiani. «A dire la verità – attaccano i due – Palma ha difficoltà a rispondere alla Lega da quando gli chiedemmo lumi sullo stipendio». Ma il Garante non rinuncia all’ultima parola e attacca frontalmente Salvini. «Non rispondo nemmeno – dice – a chi si esprime con un linguaggio così irrispettoso verso le istituzioni, nonostante abbia avuto l’occasione di fare il ministro degli Interni».

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