Feltri: «Governo folle. Vietato affermare che un bambino deve avere un padre e una madre»

lunedì 22 giugno 10:53 - di Gabriele Alberti
Feltri

Follia del governo che ha intenzione di inserire per legge uno strano reato: l’ omotransfobia.  Ne scrive Feltri su Libero spiegando con chiarezza di cosa si tratta. «In poche parole cerco di spiegarlo: vietato parlare di omosessuali e transessuali benché in Italia, e nel mondo, non siano pochi e abbastanza riconoscibili. Se la norma passerà, come è probabile, sarà proibito dichiarare o scrivere che: una famiglia regolare è costituita da madre, padre e figli. Simile affermazione sarà punita con gravi sanzioni». Poiché «è passato il concetto che un bambino possa avere due babbi omosessuali o due mamme altrettanto omosessuali».

Feltri: «Si possono criticare preti e suore e i gay no»

Una sintesi chiara. Quel che tale legge introduce è la riprovazione morale, la scomunica sociale per tutti coloro che non si allineeranno al Pensiero Unico. A nessuno scandalizza che qualunque individuo viva la sua sessualità e i suoi sentimenti in piena libertà. Tutt’altro. Il punto è un altro: «Ciò che  trovo assurdo – è il ragionamento di Feltri – è che sia lecito criticare chiunque: preti, suore, avvocati e medici, specialmente se eterosessuali; mentre i gay siano intangibili nelle loro abitudini. Su chiunque è legittimo scherzare e pronunciare battutacce. Tranne che su persone che, piaccia o no, hanno appetiti erotici differenti da quelli ordinari, diciamo pure di maggior consumo.

Posto che è inopportuno e incivile mettere alla berlina chiunque in materia di affetti e di relazioni personali; «tuttavia mi sfugge altresì la necessità di segregarli in un ghetto di intoccabili». «È bizzarro – fa notare Feltri – che i gay meritino una sorta di privilegio in base al quale non siano sottoposti a una aggettivazione che li contraddistingua. Io stesso sono stato pubblicamente redarguito in quanto li ho definiti froci, in modo scherzoso. Faccio notare – ha aggiunto – che l’Ordine dei giornalisti, al quale, avendo intenzione di dimettermi, non mi onoro di appartenere, mi ha perseguito per un titolo che recitava “aumentano gli omosessuali”.

Insomma, il senso  del suo intervento, ancora una volta, è la reiterata volontà di criminalizzare chi ha opinioini differenti: «mi auguro che questa volta almeno l’eccesso di politicamente corretto (anzi, scorretto) non ci conduca al varo di una normativa che impedisca di discutere di gay come si discute di qualunque altro soggetto».

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