Due rom evadono da Rebibbia. Delmastro: il governo taglia sulla sicurezza e fa regali ai clandestini

mercoledì 3 giugno 14:28 - di Redazione

Due detenuti di etnia rom sono evasi questa mattina dal carcere di Rebibbia. Sono fuggiti dopo aver scavalcato il muro di cinta, usando una manichetta dell’acqua. A favorire l’evasione – come ipotizza il sindacato della Polizia Penitenziaria Sappe – il probabile mancato funzionamento del sistema anti-scavalcamento e la mancanza di sentinelle nel perimetro.

Chi sono i due evasi

I due si chiamano Davad Zukanovic, nato a Olbia 40 anni fa ma di etnia rom, e Lil Ahmetovic, 46enne nato in Croazia anche lui di etnia rom. Alle spalle reati contro il patrimonio, erano reclusi entrambi con fine pena 2029. Le foto segnaletiche sono già state diramate e la ricerca è in corso, a quanto pare in Toscana.

Il Sappe: smantellate le politiche di sicurezza

Per  il segretario generale del sindacato Sappe, Donato Capece,  l’evasione è “conseguenza dello smantellamento delle politiche di sicurezza dei penitenziari. E delle carenze di organico della Polizia Penitenziaria, che ha 7mila agenti in meno. Non più tardi dello scorso 28 maggio, avevamo indirizzato ai vertici dell’Amministrazione penitenziaria nazionale e del Lazio una dettagliata nota proprio sulle criticità della Casa di reclusione di Rebibbia”. “Mentre due rom evadono da Rebibbia, favoriti dal mancato funzionamento del sistema anti-scavalcamento e dalla carenza di organico, il Governo spende 30 milioni di euro per assumere personale in forza al Ministero degli Interni per accelerare la regolarizzazione dei clandestini. Siamo oltre la decenza e l’umanamente tollerabile”,  dichiara Andrea Delmastro, deputato di Fratelli d’Italia e responsabile Giustizia di FdI.

Delmastro: il governo dà priorità ai clandestini

“E’ questione di priorità – continua –  per Fratelli d’Italia la priorità dovrebbe essere la sicurezza, per Bonafede, per il M5S e per il Pd la priorità è la regolarizzazione dei clandestini. Bonafede provi a dare un segnale della sua esistenza non solo per le ignobili scarcerazioni dei mafiosi, ma anche per la sicurezza dei nostri istituti penitenziari. E chieda che le risorse per assumere i ‘regolarizzatori’ dei clandestini vengano dirottate al sistema carcerario per metterlo in sicurezza”.  

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